Incidente funivia Mottarone (Ansa)
Incidente funivia Mottarone (Ansa)

Roma, 24 maggio 2021 - Stresa. Domenica mattina. E' un buon giorno per una gita in montagna per diverse famiglie, a godersi la natura sul lago Maggiore. Un forte sibilo improvviso spezza la magia. Una cabina della funivia del Mottarone si stacca, a 100 metri dall'arrivo in vetta. Quasi 1492 metri di quota. A bordo una quindicina di persone. I testimoni raccontano di aver visto la cabina retrocedere fino a balzare via e fermarsi contro gli alberi. Sono 14 i mortisopravvive solo Eitan, un bambino di 5 anni che ora lotta in rianimazione all'ospedale Regina Margherita di Torino. Ma cosa è successo? Come ha fatto la cabina a precipitare? E perchè i freni e i sistema di sicurezza non hanno funzionato? Gli interrogativi restano tanti e il fascicolo è nelle mani della procura di Verbania. Ma ripercorriamo quando accaduto. 

Il cavo rotto e la caduta della cabina

Ore 10. Adele Ceraudo, originaria di Cosenza, si trovava lì con il compagno, poche ore prima del tragico schianto. "Era una bellissima giornata ieri", ha raccontato. "Abbiamo preso la funivia alle 10, fatto la nostra meravigliosa escursione e poi ci siamo spostati sul lago d'Orta, dove poi abbiamo appreso la notizia da alcuni familiari e amici che ci chiamavano ripetutamente sul telefono". Ovviamente, ha aggiunto, "siamo rimasti scioccati da quanto appreso".

Fra le 10 e le 12,15 sulle pendici del monte Mottarone si rompe di netto uno dei cavi portanti della funivia e la cabina di stacca, nonostante i sistemi di sicurezza. I racconti degli altri testimoni fanno tremare le vene ai polsi: alcuni escursionisti hanno dichiarato di aver visto la funivia retrocedere velocemente. Poi, quando è arrivata al pilone, è stata sbalzata via, ha fatto due, tre balzi, finendo catapultata fuori dai cavi di sostegno. E si è fermata contro gli alberi.

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La chiamata d'emergenza

Alle 12.15 parte la chiamata d'emergenza da una persona che si trovava in zona e ha tragicamente assistito alla caduta della cabina della funivia, avvenuta un centinaio di metri a valle della stazione che sorge sulla cima del Mottarone. Il tecnico del soccorso alpino nella centrale operativa del 118, in coordinamento con il personale sanitario, invia immediatamente sul luogo due elicotteri del servizio regionale di elisoccorso dalle basi di Borgosesia e Alessandria, mentre l'elicottero 118 della base di Torino viene inviato a Borgosesia e mantenuto in stand by.

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I soccorsi 

Sul posto ci sono ancora due superstiti. Le equipe elitrasportate procedono con le manovre di rianimazione cardiopolmonare, prima di stabilizzare i due pazienti, entrambi minorenni, e trasferirli in eliambulanza all'ospedale Regina Margherita di Torino. Solo lì, qualche ora più tardi, morirà uno dei due piccoli, mentre Eitan resta l'unico sopravvissuto, ancora aggrappato alla vita nel reparto di rianimazione. "Le fratture sono multiple - fanno sapere solo oggi dall'ospedale -, hanno interessato le gambe e un braccio". Ma "la situazione stabile ci lascia ben sperare".

Tornando a ieri, nel frattempo sono arrivate sul posto le squadre a terra del soccorso alpino. Le equipe procedono con il recupero delle salme, con l'estrazione di quelle ancora presenti nella cabina e le consegnano alle autorità di polizia giudiziaria per le operazioni di riconoscimento

La procura

Le quattordici vittime hanno ora un nome, ma è solo l'inizio ed è tutto nelle mani della procura di Verbania, che dovrà ora fornire una risposta ai tanti perchè. "Il cavo era tranciato a terra - ha precisato oggi il procuratore, Olimpia Bossi - e il sistema di freni di sicurezza pacificamente non ha funzionato, perché la cabina si sarebbe bloccata. Perché questo si sarebbe verificato è oggetto dell'accertamento che sarà svolto". 

Ora, ha aggiunto il procuratore, "gli accertamenti tecnici sono assolutamente indispensabili". La cabina, ha detto Bossi, "è slittata a valle senza che il sistema di emergenza sia entrato in funzione. Questo è verosimilmente successo e questo è oggetto di indagine", cioè "se può essere un malfunzionamento o altro: è chiaro che è un fatto meccanico, però dobbiamo capire qual è".