Sabato 22 Giugno 2024

Il Tar salva di nuovo l’orsa killer "Stop all’abbattimento" La rabbia della Provincia: così si rischia un altro morto

Accolto il ricorso degli animalisti: ok alla cattura, ma l’animale va tenuto in cattività. Camera di consiglio l’11 maggio. Fugatti: "Oltre a JJ4, vanno eliminati altri due plantigradi".

Il Tar salva di nuovo l’orsa killer  "Stop all’abbattimento"  La rabbia della Provincia:  così si rischia un altro morto

Il Tar salva di nuovo l’orsa killer "Stop all’abbattimento" La rabbia della Provincia: così si rischia un altro morto

A pochi giorni dall’avvio delle operazioni per il prelievo dell’orsa responsabile dell’uccisione di Andrea Papi, nei boschi del monte Peller, arriva lo stop all’abbattimento dal Tar di Trento. Accogliendo il ricorso presentato dalle associazioni animaliste Lav e Lac, il Tribunale amministrativo ha infatti sospeso provvisoriamente l’ordinanza urgente emanata lo scorso 8 aprile dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che disponeva l’immediata soppressione dell’esemplare JJ4. Rimane percorribile la strada della cattura dell’animale, che dovrà però essere tenuto in cattività fino al via libera formale all’uccisione da parte di Ispra. Il decreto del Tar prevede l’acquisizione degli atti del fascicolo processuale, dei referti sanitari sulle cause del decesso e sulle ferite presenti sul corpo del runner di 26 anni, assieme alle analisi genetiche disposte dalla procura. L’uccisione dell’esemplare sarà possibile unicamente in caso di "comprovato pericolo per il personale impiegato nelle operazioni di cattura", mentre la Provincia dovrà depositare tutta la documentazione entro il 27 aprile. La camera di consiglio per la trattazione collegiale dell’incidente cautelare è fissata per il prossimo 11 maggio.

La sospensione dell’ordinanza ha sorpreso il governatore trentino, che ha tuttavia confermato la linea adottata nei giorni scorsi, ribandendo l’intenzione di procedere al prelievo di tre orsi definiti "problematici" (JJ4, MJ5 e M62). "Il decreto del Tar è sorprendente di fronte al decesso di una persona. Noi possiamo chiedere la revoca del decreto, fornendo le documentazione richieste (che riteniamo di poter depositare entro lunedì prossimo)", ha commentato Fugatti. "Siamo un’istituzione votata dai cittadini – ha poi aggiunto – e abbiamo a cuore la sicurezza pubblica. Di questo continueremo a occuparci nel rispetto delle comunità del Trentino, che ce lo chiedono". Il governatore ha, inoltre, ribadito la decisione di riportare il progetto Life Ursus agli obiettivi iniziali, trasferendo parte degli orsi presenti in Trentino in altri territori.

"JJ4 è pericolosa e va abbattuta, assieme agli altri orsi problematici. Dopodiché ci confronteremo con il ministero sul trasferimento di una settantina di esemplari", ha concluso Fugatti. Nel frattempo, Piero Genovesi, responsabile del Servizio per il coordinamento della fauna selvatica di Ispra, ha fatto sapere che "l’abbattimento è coerente con le linee guida in materia" e che l’istituto sta elaborando un parere scritto al riguardo.

Non è la prima volta che il Tar di Trento blocca l’abbattimento di JJ4. Nel luglio del 2020, era stata sospesa un’ordinanza di abbattimento emanata in seguito all’aggressione sul monte Peller di due escursionisti, padre e figli (il 30enne Christian Misseroni parla nella pagina accanto), avvenuta il mese prima. Alla sospensione del provvedimento ne era seguito uno di cattura, annullato in via definitiva dal Tar per difetto di istruttoria.

A poche ore dalla pubblicazione del decreto, i genitori del giovane runner sono tornati a chiedere giustizia per il figlio. "Questo sistema non ha funzionato, purtroppo: quanto fatto con il progetto Life Ursus è sfuggito di mano e tante cose non sono state raccontate dalla gente perché ha paura", ha detto la madre, Franca Ghirardini. Soddisfatte le associazioni animaliste. "La sospensiva rappresenta indubbiamente uno spiraglio di luce, ma per JJ4, come per tutti gli altri orsi del Trentino, non si tratta ancora di uno scampato pericolo", ha dichiarato l’Enpa, mentre Aidaa ha parlato dell’opportunità di convocare un tavolo di confronto ministeriale. Opposto il parere dei portavoce del centrodestra trentino e della Coldiretti regionale, che ha sollecitato un "piano di controllo per garantire la sicurezza delle persone e delle attività economiche".

"I lupi e gli orsi sono stati reintrodotti in territori dove non c’erano più e l’errore è stato fatto allora, perché questi animali non possono stare in territori antropizzati. Il problema, quindi, c’è", ha detto Flavio Tosi, deputato di Forza Italia e coordinatore azzurro in Veneto. "Per quanto riguarda gli orsi del Trentino la soluzione non è abbatterli, né dire agli abitanti di abituarsi a una presenza che è incompatibile con quella umana, ma narcotizzarli e portarli altrove, fuori dall’Italia, in Paesi che hanno boschi e foreste in grado di ospitarli", ha proseguito. "Episodi simili potrebbero succedere anche con i lupi, perché è vero che il lupo scappa, rifugge, ha una paura atavica dell’uomo, ma aumentando il numero aumenta la possibilità di incidenti e aggressioni, anche mortali".

Marco Principini