Il suo sacrificio meritava molto di più

La tragedia di Saman Abbas, una 18enne italiana di origini pakistane, finisce con l'ergastolo in primo grado per i suoi genitori. Una moderna Antigone, vittima di un patriarcato che non le ha permesso di scegliere il proprio destino. Un caso che ha messo a nudo l'integrazione fallita in Italia.

Cocchi

Ora c’è un primo punto, almeno sul piano giudiziario, allo straziante caso di Saman Abbas. Finisce con l’ergastolo in primo grado ai genitori che hanno sacrificato la figlia sull’altare del fanatismo. Saman, disse di lei Dacia Maraini, è una "moderna Antigone". Il suo è il martirio di una 18enne di origini pakistane (ma italiana a tutti gli effetti) condannata a morte in modo crudele proprio da chi avrebbe dovuto amarla di più e solo perché voleva scegliere il proprio destino. Aveva tolto quel velo che in Iran, se indossato in modo "disinvolto", può portare al massacro delle donne. Ma qui da noi, in Italia, in una comunità aperta come quella emiliana, la sua tragedia ha messo a nudo un’integrazione fallita. Saman ha incarnato davvero la ribellione al patriarcato, opponenedosi a un matrimonio combinato e postando la foto di un bacio dato al ragazzo che, lei, voleva. Era andata all’ultimo appuntamento, proprio così, quello a cui vanno migliaia di donne attirate con l’inganno e che poi diventano vittime dei femminicidi. Era chiaro fin dall’inizio che l’omicidio di Novellara era destinato a lasciare non uno, tanti segni.

Eppure – è bene ricordarlo – questo caso non subito e non da tutti è stato capito. Qualcuno ha voluto leggerlo solo come prodotto del fondamentalismo islamico, "altro rispetto a noi". Agli antipodi, qualcun altro, non ha voluto riconoscerne la gravità al pari di altri femminicidi, proprio in quanto ascrivibile a un’altra cultura, con i suoi principi (anche se non condivisibili). Comodo, no? Per Saman, salvo rare eccezioni, per lo più locali, non ci sono state grandi mobilitazioni. Invece questa ragazza meritava molto di più, e non mi riferisco solo alle condanne lette in tribunale e considerate lievi, soprattutto quella allo zio, l’esecutore materiale. Perché Saman era figlia della modernità sotto tutti i punti di vista. Libera, rispetto alla provenienza e al genere. Indipendente, come non viene ancora perdonato oggi a tante donne, anche nel nostro bell’Occidente.