Il simbolo di Barcellona. Svolta alla Sagrada Familia. I lavori finiranno nel 2033

di Riccardo Jannello BARCELLONA Per la prima volta esiste una data «plausibile» per la co...

Il simbolo di Barcellona. Svolta alla Sagrada Familia. I lavori finiranno nel 2033
Il simbolo di Barcellona. Svolta alla Sagrada Familia. I lavori finiranno nel 2033

Per la prima volta esiste una data "plausibile" per la conclusione dei lavori del Tempio Espiatorio della Sagrada Familia, il simbolo di Barcellona, Patrimonio dell’Unesco ma in realtà a 141 anni dalla posa della prima pietra – 19 marzo 1882, nell’iconica festa dedicata a San Giuseppe – ancora un cantiere a cielo aperto, che è anche il suo marchio di fabbrica e una delle curiosità che attirano i turisti. Mancano infatti la facciata su Calle Mallorca, alcune cappelle e la torre centrale di Gesù dopo che sono state inaugurate quelle degli Evangelisti che fino al sette gennaio saranno illuminate a festa per la gioia dei catalani ma anche dei numerosi visitatori che sono tornati al numero pre Covid, circa quattro milioni e mezzo l’anno, e che forniscono i maggiori introiti per l’edificazione.

La Sagrada Familia è la seconda chiesa più vista al mondo dopo la Basilica di San Pietro. La data non è vicinissima: 2033, vale a dire 150 anni dopo che Antoni Gaudì i Cornet, allora trentunenne, prese in mano il progetto di Francisco de Paula del Villar y Lozano, suo maestro, dopo le liti con i mecenati che avevano comprato il terreno dell’Eixample: la chiesa gotica divenne nei disegni di Gaudì – che aveva appena iniziato i lavori della Finca Guell ed era in pratica sconosciuto all’opinione pubblica – modernista, ma soprattutto "la ricerca della verticalità, la forma di rappresentazione dell’ascensione, l’elevazione spirituale" come ricorda Jordi Faulì, attuale direttore dei lavori. E anche un edificio in continua evoluzione che l’architetto stesso sapeva che non avrebbe mai visto completato anche per i molti cambiamenti proposti in corso d’opera. Nel 1926, alla morte di Gaudì, fu promesso che i lavori sarebbero andati avanti e quella che è diventata Basilica minore e consacrata nel 2010 non sarebbe rimasta lo splendido esempio di architettura incompiuta che è. La speranza era che i cantieri fossero completati nel 2026, nel centenario della morte del visionario progettista.

Così non è stato, ma in quell’anno potrebbe vedere la luce la monumentale Torre di Gesù al centro della navata alta 140 metri con una croce di 17. "L’inaugurazione delle torri degli Evangelisti – dice Esteve Camps, presidente del Consiglio per la costruzione – ha segnato l’inizio dell’ultimo tratto dei lavori". Le quattro torri sono alte 135 metri ognuna e alla loro sommità hanno quattro statue opera di Xavier Medina Campeny: su quella di Matteo il bue, per Marco il leone, per Luca l’aquila e per Giovanni l’angelo. Quando nel 2026 sarà benedetta anche la torre di Gesù, mancheranno solo la Sala della Croce a sessanta metri di altezza, la Cappella dell’Assunta e i quattro campanili della facciata della Gloria che, dice Camps, "narrerà l’origine e il fine dell’essere umano e i cammini da compiere seguendo Gesù per la realizzazione personale e la vita eterna. Si tratta di un’opera complessa che al di là delle torri e del portico include più di cento sculture e tre livelli".