Mercoledì 29 Maggio 2024

Il Qatargate si allarga Soldi nascosti a Panama

Le autorità greche avrebbero individuato venti milioni nel paradiso fiscale

Non solo valigie piene di contanti disseminate per le case di Bruxelles ma anche conti nei paradisi offshore. Rischia di allargarsi ulteriormente il Qatargate, e non solo dal punto di vista degli eurodeputati coinvolti. Le autorità greche hanno chiesto allo Stato di Panama informazioni su un conto intestato all’ex vice presidente dell’Eurocamera Eva Kaili e ai suoi genitori, e depositato presso la locale Bladex Bank. È lì che, secondo l’autorità anti-riciclaggio ellenica, potrebbero essere confluiti venti milioni di euro con provenienza Qatar. Si potrebbe così aprire un nuovo filone dell’inchiesta che ha travolto l’Europarlamento, proprio mentre dal Pd arriva il sì convinto alla revoca dell’immunità chiesta dagli inquirenti belgi per gli eurodeputati socialisti Marc Tarabella e Andrea Cozzolino.

La richiesta avanzata da Atene è in attesa di ricevere una risposta. Di certo, la pista dei paradisi fiscali come quello dello Stato centroamericano è stata tra le prime ad essere state battute dal pm Michel Claise nei giorni successivi agli arresti di Eva Kaili, Antonio Panzeri, Francesco Giorgi e Niccolò Figà-Talamanca. Tutti e quattro restano in carcere a Bruxelles, in attesa delle udienze in programma tra il 17 e il 27 gennaio. È stata rinviata invece al 16 gennaio dalla Corte d’appello di Brescia l’udienza per decidere la consegna o meno al Belgio di Silvia Panzeri. I giudici avevano accolto una questione con cui la difesa aveva evidenziato le condizioni critiche delle carceri belghe, e avevano rimandato l’udienza in attesa di verificare, tramite l’invito di una relazione di Bruxelles, la situazione. La documentazione, però, non è arrivata. Gli avvocati Angelo De Riso e Nicola Colli hanno nel frattempo chiesto che la figlia di Antonio Panzeri, attualmente agli arresti domiciliari, torni libera o, in subordine, che vi sia per lei solo l’obbligo di firma. La decisione dei giudici è attesa entro i prossimi giorni.

La metà di gennaio sarà cruciale anche per i risvolti europarlamentari legati al Qatargate a seguito della richiesta degli inquirenti belgi di revocare l’immunità a Tarabella e Cozzolino. La presidente Roberta Metsola comunicherà la procedura all’inizio della Plenaria di Strasburgo, il 16 gennaio. Spetterà alla commissione Juri (competente per le questioni giuridiche) votare il sì alla revoca, che andrà poi ratificato dall’Aula. I vertici dell’Europarlamento dovrebbero attivare una procedura d’urgenza, per chiudere la pratica già alla mini-plenaria prevista ai primi di febbraio. E il voto non dovrebbe riservare sorprese. "Il Pd voterà a favore della revoca dell’immunità", ha assicurato il capodelegazione dem al parlamento europeo, Brando Benifei.

e.m.c.