Il processo a Ciancio. L’editore assolto dopo quasi sette anni: "Nessun legame coi boss"

Catania, era stato accusato di concorso esterno mafioso. Ha 91 anni. La Fieg: ora riprenda a pieno titolo la sua attività nella federazione.

Il processo a Ciancio. L’editore assolto  dopo quasi sette anni: "Nessun legame coi boss"

Il processo a Ciancio. L’editore assolto dopo quasi sette anni: "Nessun legame coi boss"

"Assolto perché il fatto non sussiste". É la sentenza pronunciata dalla prima sezione penale del Tribunale di Catania nel processo per concorso esterno celebrato nei confronti dell’imprenditore ed editore Mario Ciancio Sanfilippo (foto). La Procura aveva chiesto la condanna a 12 anni e la confisca dei beni che gli erano stati dissequestrati. Il processo, iniziato nel 2017, dopo anni di indagini e decisioni contrastanti di diversi gip, verteva su presunti rapporti con esponenti di spicco di Cosa nostra etnea legati alla ‘famiglia’ Santapaola-Ercolano. Ipotesi sempre contestata dall’imprenditore e dai suoi legali, Carmelo Peluso, Giulia Buongiorno, e Francesco Colotti.

"Accolgo con gioia e soddisfazione il pronunciamento arrivato dopo un lunghissimo e assai faticoso percorso nel corso del quale ho sempre serbato rispetto e fiducia nella giustizia", commenta l’editore che ringrazia i suoi legali "encomiabili per professionalità e dedizione, e tutti coloro i quali, nel corso di questi anni, mai mi hanno fatto mancare stima, affetto e sostegno". Per l’avvocato Peluso, "dopo tanti anni di processo, si può dire che la verità ha trionfato con il Tribunale che ha messo la parola fine a una brutta vicenda". "Il processo -– aggiunge il penalista – è stato il frutto di un percorso particolare, attento, e di un contraddittorio sempre leale e corretto con la Procura". Commosso alla lettura della sentenza l’avvocato Colotti: "È una delle sentenze più belle dal punto di vista professionale – dice il penalista –, mi sono commosso per il risultato, ma anche al pensiero che con questo dispositivo viene restituita la dignità a Mario Ciancio Sanfilippo".

L’editore, 91 anni, è stato per decenni anche direttore de La Sicilia, incarico da cui si è dimesso il giorno del sequestro dei beni. È stato anche presidente per due mandati della Fieg e per anni nel cda dell’Ansa ricoprendo anche l’incarico di vicepresidente. L’attuale presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, insieme ai vicepresidenti e agli associati tutti, con una nota "saluta con soddisfazione Mario Ciancio Sanfilippo, dopo la sentenza di piena assoluzione “perché il fatto non sussiste“, auspicando che riprenda a pieno titolo il suo ruolo attivo nella Federazione, che ha guidato per cinque anni con impegno, capacità e passione". Sull’assoluzione è intervenuta anche l’Assostampa siciliana: "Si conclude una vicenda giudiziaria che l’Associazione siciliana della stampa, insieme alla sezione provinciale di Catania ha seguito con grande attenzione sin dall’inizio. L’auspicio del sindacato unitario dei giornalisti è che l’assoluzione dell’editore del quotidiano ‘La Sicilia’ Mario Ciancio Sanfilippo possa ridare serenita’ occupazionale a decine di giornalisti e lavoratori impegnati nelle redazioni del Gruppo editoriale".

Se la Procura non commenta la sentenza, in attesa di leggere le motivazioni che saranno depositate entro i prossimi novanta giorni, parla una delle parti civili: Dario Montana, fratello del commissario Beppe assassinato da Cosa nostra il 28 luglio del 1985, che si dice "soddisfatto perché abbiamo raggiunto un risultato storico: Mario Ciancio Sanfilippo andato a giudizio, e questa città non voleva che si celebrasse il processo, e crediamo che la verità storica sia stata affermata" e che "sul destino giudiziario" dell’editore "siamo indifferenti".

La famiglia Montana, assistita dall’avvocato Goffredo D’Antona, si era costituita per un necrologio che il quotidiano La Sicilia non pubblicò sull’uccisione da parte della mafia del capo della ‘Catturandi’ della squadra mobile di Palermo.

Ora l’assoluzione.