Il principe intercettato. Batte il Mirror in tribunale. Harry: "Ho ucciso il drago"

I giudici condannano il tabloid inglese: "Informazioni ottenute illegalmente". Il figlio di re Carlo sarà risarcito con un indennizzo da 140.600 sterline.

Il principe intercettato. Batte il Mirror in tribunale. Harry: "Ho ucciso il drago"
Il principe intercettato. Batte il Mirror in tribunale. Harry: "Ho ucciso il drago"

Il principe Harry ha finalmente vinto una causa contro i tabloid inglesi e dovrà essere indennizzato per ben 140mila sterline e rotti (ovvero poco più di 163mila euro). Il 39enne duca di Sussex – che vive in California con la moglie Meghan, 44 anni e i figli Archie e Lilibet, rispettivamente 4 e 2, aveva trascinato il Mirror Group Newspapers (editori del Mirror, Sunday Mirror e Sunday People) in tribunale, accusando il gruppo di essersi procurato materiale per 33 articoli (tra il 1996 e il 2009) tramite pratiche illegali. Tra le accuse mosse, aver spiato le telefonate del secondogenito di re Carlo attraverso il phone hacking, ovvero le intercettazioni delle chiamate e dei messaggi sul suo cellulare.

Harry, che vede i tabloid inglesi come la nemesi non solo personale ma anche della madre Diana (morta a 36 anni nel 1997), ha il dente avvelenato. Ieri avrebbe festeggiato quando la Corte di giustizia londinese gli ha dato ragione, anche se solo su 15 dei 33 capi d’accusa. Il giudice Fancourt ha dichiarato: "Credo che il telefono del duca sia stato intercettato in modo modesto e c’è una tendenza da parte del duca di credere che ogni articolo scritto dal gruppo sia stato frutto di phone hacking. In realtà non è così e, pur riconoscendo il comportamento oppressivo dei tabloid nei confronti del duca, tale comportamento non può essere ritenuto automaticamente illegale". Ecco quindi la decisione di accordare appena un terzo della cifra richiesta dai legali del principe, che era inizialmente di 440mila sterline (ovvero circa 512mila euro).

Il gruppo Mirror ha accolto favorevolmente il verdetto, scusandosi per "pratiche storiche sbagliate". Si tratta del quarto processo che il duca ha intentato contro i tabloid inglesi. Harry si è dovuto sottomettere a otto ore di interrogazioni alquanto imbarazzanti per la famiglia reale. Nella maggioranza dei casi non è riuscito a vincere, in quanto i giornali hanno potuto dimostrare di avere ottenuto informazioni private in modi non illegali. Ma quella di ieri è pur sempre una vittoria. Meglio di come è andata una settimana fa, quando Harry è uscito sconfitto dalla causa contro il ministero degli interni britannico, che gli ha negato la scorta reale. Il duca voleva lo stesso livello di protezione al quale era abituato come membro “attivo” della famiglia reale e sarebbe stato disposto a pagare, ma il Home Office ha rifiutato.

"Mi è stato detto che uccidere i draghi ti brucerà, ma alla luce della vittoria di ieri e dell’importanza di fare ciò che è necessario per una stampa libera e onesta, è un prezzo che vale la pena pagare", ha dichiarato il principe in un messaggio dal suo legale, David Sherborne.