Sabato 20 Aprile 2024

Il primo verdetto sportivo. Coach sospeso per sei mesi. Ragazzi soltanto ammoniti

La procura aveva chiesto un anno di squalifica per tutti. Ma la sentenza è stata soft. Otto assolti e provvedimenti lievi per quattro. Gli scatti realizzati durante gli allenamenti.

Il primo verdetto sportivo. Coach sospeso per sei mesi. Ragazzi soltanto ammoniti

Il primo verdetto sportivo. Coach sospeso per sei mesi. Ragazzi soltanto ammoniti

Ci sono le immagini di ragazzine minorenni in biancheria intima o senza vestiti. Ci sono i video di atlete riprese a loro insaputa durante gli allenamenti, con inquadrature ’studiate’ ad arte. Ci sono filmati, scaricati da internet, in cui vengono insultati, derisi o addirittura torturati immigrati e persone di colore. E ancora: ci sono foto di Hitler e Mussolini con inequivocabili messaggi xenofobi o violenti. Il tutto condito da commenti irripetibili. C’è tutto questo e anche altro (come video hard scaricati dal web) nella chat, chiamata ’Francesco Totti’ anche se il calciatore della Roma e della Nazionale è totalmente estraneo alla vicenda, che veniva usata dal gruppo di atleti Fisi (Federazione sport invernali), finito sotto la lente della procura federale e di quella ordinaria.

Un gruppo di 13 persone, 12 giovani atleti di belle speranze, tutti sui vent’anni a parte due minorenni, e un allenatore che era il ’capobranco’ e dettava le regole. Un adulto che, invece di intervenire alla prima foto inviata dai ragazzi (che ricevevano le immagini dalle fidanzatine) o al primo commento inopportuno, non aveva mosso un dito ed era al contrario uno dei più attivi nel mandare e commentare contenuti razzisti o che facevano apologia di fascismo e nazismo. Proprio la sua posizione, equiparata a quella di un insegnante, ha fatto decidere al tribunale federale della Fisi di condannarlo alla sanzione più severa, sei mesi di sospensione. Una pena comunque inferiore a quella chiesta dal procuratore federale Stefania Cappa: un anno di sospensione sia per lui che per la maggior parte degli altri incolpati. Su questa brutta storia, che nell’ambiente sta suscitando clamore così come aveva provocato scandalo la vicenda delle Farfalle nella ginnastica, è aperta un’inchiesta penale della procura di Verona per divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico. Ma se le indagini nel penale non sono ancora concluse, la giustizia sportiva ha già emesso un primo verdetto ed è stato decisamente più mite rispetto alle richieste della procura federale. Otto incolpati sono stati assolti, quattro hanno ricevuto la sanzione dell’ammonizione, due sono stati squalificati per un mese e uno, l’allenatore appunto, è stato sospeso per sei mesi. Tutto ridimensionato, insomma. Peraltro i giudici federali, nella sentenza depositata sul sito Fisi, si spingono curiosamente a fare valutazioni nel campo penale, stabilendo che per alcuni non sussiste il reato previsto di detenzione di materiale pedopornografico.

Oltre ad atleti e allenatore, a giudizio erano finiti anche il presidente e la vicepresidente del Comitato regionale Fisi del Veneto, accusati dalla procura federale di essere venuti meno al dovere di lealtà e correttezza per non aver segnalato i fatti alla stessa procura quando ne erano venuti a conoscenza, nel marzo 2023. Per il pm federale, lo scopo dei vertici regionali era solo quello di portare a termine la stagione. Ma i due si sono difesi dicendo di aver sospeso l’allenatore e informato il presidente nazionale Fisi, Flavio Roda, che poi ne parlò in modo sommario al procuratore Cappa. L’impostazione difensiva è stata accolta e i due sono stati assolti. Ora la procura federale farà appello. La partita non è finita.

Gilberto Dondi