Venerdì 24 Maggio 2024
ETTORE MARIA COLOMBO
Cronaca

Il Pd scivola nei sondaggi Cresce la richiesta di anticipare il congresso

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di Ettore Maria Colombo

Il Pd ama farsi male da solo, ma lo capisce tardi. Ora ha appena scoperto due ovvietà. Tenere sulla graticola per quattro mesi i militanti, già devastati dagli scandali (Qatargate in testa), con un iter congressuale lungo e tortuoso, porta solo defezioni e depressioni. Infatti, i sondaggi sono in caduta libera (14,7% per Swg). Inoltre, eleggere un segretario a ridosso di due probabili sconfitte (Lazio e Lombardia) non sarà certo un buon inizio per il prossimo segretario, chiunque sia. In più, il Pd lavora a un Manifesto dei Valori tutto nuovo, ripudiando quello vecchio (datato 2007), in nome di un anti-liberismo e filo-sinistrismo che non è detto piaccia al prossimo segretario. Ora, a buoi scappati, si prova a chiudere la stalla. Il pressing di liberal e riformisti ha due obiettivi: anticipare la data delle primarie a metà gennaio, un mese prima sul 19 febbraio, data di indizione, e impedire che il lavoro del Comitato costituente (si sono già dimessi De Giovanni e Luigi Zanda) preconfezioni il manifesto politico del nuovo Pd. Per farlo, però, non basta un accordo tra gentiluomini, ma serve un atto formale. La chiede il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, che appoggia Bonaccini: "Anticipiamo le primarie al 22 gennaio, scegliamo rapidamente il nuovo segretario. Poi tutti al lavoro sulle regionali". Matteo Orfini, leader dei Giovani turchi, approva: "Bisogna accelerare, con l’accordo di tutti".

Ma non è così facile. L’ostacolo è uno statuto che, pur modificato nel 2020, prevede un sistema tortuoso e lungo: un mese, anche a voler tagliare i tempi con l’accetta, tra la presentazione delle firme, il voto degli iscritti e quello degli elettori. I bonacciniani sono in pressing per l’anticipo, Bonaccini teme le regole ferree ("lo statuto non consente di accorciare i tempi"), la candidata senza correnti Paola De Micheli rilancia l’idea: "Facciamo una modifica statutaria per andare a un congresso urgente, a fine gennaio, direttamente con le primarie aperte e voto ponderato che vale due per gli iscritti e uno per gli elettori". Soprattutto, non ci stanno Elly Schlein e la sinistra: il pressing su tempi e manifesto viene letto come il tentativo di frenare "l’onda" di Elly proprio ora che sta crescendo: "Ha appena iniziato a percorrere in lungo e largo il Paese, ricevendo un consenso largo e convinto e questo infastidisce i neofiti della mozione Bonaccini", è la stilettata.

Intanto, la Schlein completa la sua squadra: il lettiano Francesco Boccia ne sarà il coordinatore della mozione mentre la ex sindaca di Crema, Stefania Bonaldi, coordinerà i sindaci pro-Elly. Oggi, al Nazareno, confronto tra i tre candidati organizzati da un pugno di ulivisti e liberal che rilanciano le ragioni della loro scelta di allora e criticano i lavori del Comitato costituente che vuol riscrivere interamente il Manifesto del Pd. Sempre che, di candidati, non arrivi il quarto. Gianni Cuperlo annuncia una decisione ‘ad horas’ sulla sua gara, ma sarebbe una corsa solitaria. La sinistra (tranne Bettini) andrà tutta sulla Schlein.