Venerdì 24 Maggio 2024

Il Papa celebra i nonni (e Banfi). "Anche l’Italia ne ha uno: è Lino"

Francesco ha voluto salutare l’attore presente nell’Aula Paolo VI assieme ad Al Bano. I due, legati da tempo da una profonda vicinanza, si sono incontrati in almeno sette udienze

Lino Banfi (87 anni) con mons. Vincenzo Paglia (79 anni)

Lino Banfi (87 anni) con mons. Vincenzo Paglia (79 anni)

Roma, 27 aprile 2024 – Circolano fotografie un po’ aliene di loro due assieme: allegri al di là del protocollo, quasi sull’orlo di una gag. Il comico di “ti spezzo la noce del capocollo” e il Papa che ride. Lino Banfi e Francesco, conquistato tempo fa da quell’invito irriverente: “Santità, è il mio lavoro: quando lei sta un po’ incavoleto mi faccia chiamare, che ci penso io”. Lo ha chiamato anche ieri all’evento “La carezza e il sorriso” nell’aula Paolo VI, dove Francesco ha incontrato una folla di nonni e nipoti per ribadire che “l’amore ci rende migliori”.

Anche l’amicizia, però. Come quella indecifrabile con l’attore pugliese, 87 anni entrambi a solo sei mesi di distacco, abbastanza per autorizzare un teatrante a prendersi delle confidenze: "Io sono di luglio quindi più vecchio, per questo il Santo Padre mi deve rispetto”. Grazie all’anagrafe e alla lunga militanza televisiva nel ruolo, Banfi viene nominato nonno d’Italia, “quasi come vincere un Oscar”.

Lino Banfi (87 anni) con mons. Vincenzo Paglia (79 anni)
Lino Banfi (87 anni) con mons. Vincenzo Paglia (79 anni)

Lui sistema subito la prospettiva: “E io nomino il Papa nonno del mondo”. Prova a spiegarla questa bizzarra fratellanza del cuore che sempre più spesso li porta attorno a un tavolo a raccontarsela: di quanto amore il mondo sofferente abbia bisogno, di quanto sia piaciuto al Pontefice il film ’Il commissario Lo Gatto’ di Dino Risi, che comincia con un delitto in Vaticano e Banfi, investigando, si lascia scappare un po’ di filosofia: “A volte chi non capisce niente è molto più vicino alla verità, perché non ha barriere”. Nemmeno lui, per esempio, capisce come sia diventato intimo del vicario di Cristo: “Non lo so, è successo – ha ripetuto anche ieri –. Ma lasciamola crescere questa cosa. Perché pure lui ha bisogno di sorridere ogni tanto. Credetemi, non è facile la vita di Papa”. Ci hanno preso sempre più gusto: “Il Santo Padre mi ha fatto capire che gli sto simpatico, insieme ridiamo tanto. E me l’hanno confermato: quando vieni tu, è più sereno”.

Banfi l’arma segreta del Vaticano, il tiramisù di Jorge Maria Bergoglio. Abuelos tutti e due, in posa davanti a un obiettivo non tanto per i posteri ma perché è così che fanno gli amici. “Santità le andrebbe una foto con me? Però tolga quel bastone che non le serve, siamo due raghezzi noi”. Sette udienze, una più spassosa dell’altra: “La prima gli dissi: voglio diventare il giullare del Papa. Adesso ogni tanto mi chiama. E io gli racconto gli episodi più divertenti della mia vita ma pure quelli tristi. Il mio sogno è sempre stato di fare ridere e piangere insieme”. Resta sottintesa la reciprocità.

Quando morì sua moglie, Lucia Lagrasta, Lino Banfi ricevette una lettera di conforto da Bergoglio. Non era la prima corrispondenza fra di loro. Un anno prima l’attore aveva chiesto un incontro al Pontefice per i 60 anni di matrimonio, antica promessa fatta alla fidanzata sposata di nascosto: “Questa è una cosa triste ma non preoccuparti, che se Dio ci dà la forza di stare insieme, dopo faremo una cosa da principi. Voglio il Papa, te lo giuro. Lascia fare a me”.

Prima folgorazione: un paio di battute su Padre Pio. E poi la richiesta della sua Lucia: “Visto che lui è più vicino di noi al Padreterno, chiedigli se può farci morire insieme perché dopo tanti anni di matrimonio come farà l’uno ad andare avanti senza l’altro?”. Un amico prende nota, poi fa quello che può.