Il mistero di Cervinia. Altra seggiovia sabotata: tagliata la fune d’acciaio. È il quarto caso nella zona

L’allarme scattato nell’impianto di Cielo Alto durante i controlli prima dell’apertura. Il cavo scheggiato con un flessibile. Nel 2022 l’ultimo episodio: si parlò di vandali.

Il mistero di Cervinia. Altra seggiovia sabotata: tagliata la fune d’acciaio. È il quarto caso nella zona

Il mistero di Cervinia. Altra seggiovia sabotata: tagliata la fune d’acciaio. È il quarto caso nella zona

Non è la prima volta, è di nuovo un giallo. A Cervinia sono tornati in azione i sabotatori che tagliano i cavi d’acciaio delle funivie. Come nel 2015, 2019 e 2022. Nessun incidente. Di certo un gesto doloso che in passato era costato centinaia di migliaia di euro di danni. Ieri mattina la società che gestisce gli impianti di risalita si è accorta in tempo del guasto, chi non dimentica ha avuto comunque un sussulto ricordando i disastri passati. La strage del Cermis del 3 febbraio 1998 in Val di Fiemme, quando un aereo militare statunitense volando a una quota inferiore a quanto concesso e in violazione dei regolamenti tranciò la fune della funivia facendo precipitare la cabina e causando venti morti. Più di recente l’incidente del Mottarone, a Stresa, la mattina del 23 maggio 2021: 14 vittime e un bambino gravemente ferito. Sempre e comunque navicelle appese a un filo, rette dalla fede di chi ci sale sopra: il cavo reggerà. Ieri sì, perché era tutto fermo ed evidentemente i disturbatori sapevano e si accontentavano di lanciare un messaggio: siamo qui, ma la nostra coscienza resta immacolata.

La fune che tiene in aria la seggiovia Cielo Alto, si è scoperto, era stata solo scheggiata. Probabilmente con un flessibile, in due dei sei trefoli, le sezioni circolari che compongono il cavo. Domenica gli impianti di risalita erano chiusi a causa del forte vento in quota, lunedì la Cielo Alto non è mai stata aperta. Federico Maquignaz, amministratore delegato e presidente della Cervino spa, tira un sospiro di sollievo: "Fortunatamente, grazie ai protocolli di sicurezza, prima di mettere in esercizio la seggiovia facciamo i nostri controlli. L’impianto viene fatto girare a vuoto e verifichiamo che sia tutto in regola". Dopo le verifiche l’impianto è stato chiuso, nessuno è salito: "Cercheremo di sistemarlo e di metterlo in funzione il prima possibile".

Criminali o dispettosi? Un matto solitario o una banda organizzata che fa di tutto per inguaiare la società? Gli investigatori indagano, come fecero nell’estate del 2015 quando a essere presi di mira furono il cavo della funivia che porta a Plan Maison, a Cervinia, e quello di una seggiovia a Valtournenche, stazione che si trova più a valle, entrambi al momento del sabotaggio chiusi per manutenzione. Anche quella volta il bersaglio furono i trefoli di acciaio delle funi, per un danno di circa 180 mila euro. Episodio di vandalismo, così conclusero i carabinieri. Messo in atto con un flessibile a pile e senza pericolo per le persone. Per dimostrare che cosa?

Nel 2019 ignoti tagliarono il cavo di una parabola della rete dati del sistema di monitoraggio della frana del Monte La Saxe, installata nel complesso della "Villa Cameron", in località La Palud a Courmayeur. Che per la cronaca è la sede di un organismo con svariati compiti, tra cui fare da centro operativo e di ricerca applicata su fenomeni climatici, meteorologici e ambientali legati al contesto alpino. Atto doloso, danni economici in quel caso non rilevanti perché non si trattava di una giostra per turisti ma di una frana dichiarata emergenza nel 2014 e oggetto di attenzione dal 2009. Nell’estate del 2022 invece furono colpiti i mezzi da cantiere impiegati nella realizz zione di una pista da sci nel comprensorio di Cervinia. Messaggio abbastanza chiaro, responsabili mai identificati.