di Riccardo Jannello Grisù si era ormai rassegnato e cercava di godersi ciò che gli passava il convento: il sole di un mite marzo abruzzese. Lo avevano fatto scendere dal treno alla stazione di Pescara, come un clandestino qualunque, ma lui era solo un gatto che cercava di sgranchirsi le zampe correndo fra i vagoni dopo quattro ore nel trasportino. Finito nelle fauci del capotreno aveva pagato con la defenestrazione il suo viaggio presumibilmente a scrocco, e si era ritrovato sul marciapiede del binario mentre il convoglio Lecce-Torino riprendeva la sua lunga corsa nella notte. Sul treno i padroni di Grisù, in là...

di Riccardo Jannello

Grisù si era ormai rassegnato e cercava di godersi ciò che gli passava il convento: il sole di un mite marzo abruzzese. Lo avevano fatto scendere dal treno alla stazione di Pescara, come un clandestino qualunque, ma lui era solo un gatto che cercava di sgranchirsi le zampe correndo fra i vagoni dopo quattro ore nel trasportino. Finito nelle fauci del capotreno aveva pagato con la defenestrazione il suo viaggio presumibilmente a scrocco, e si era ritrovato sul marciapiede del binario mentre il convoglio Lecce-Torino riprendeva la sua lunga corsa nella notte.

Sul treno i padroni di Grisù, in là con l’età, dormivano ignari. Al risveglio la sorpresa: la gabbietta era aperta e dell’anziano persiano rossiccio non c’era più traccia. Quattro giorni dopo quell’evento che aveva colpito nei sentimenti più profondi non solo i proprietari del felino ma un’intera città e addirittura la politica nazionale, è arrivata la soluzione del giallo: ieri mattina verso le 8 un ferroviere che stava entrando al lavoro, Paolo Piersante, ha notato il gatto che se ne stava fra un canneto e un muricciolo e sembrava godersi il sole a pancia in su. L’ha raccolto tra le fusa e l’ha consegnato alla Polfer. A Pescara, ad aiutare i volontari che cercavano Grisù coordinati dalla presidente dell’Enpa locale Miranda Pomante, c’era anche la figlia dei proprietari che è ripartita per Torino per riconsegnare la bestiola ai genitori.

Sulla vicenda di questo persiano di 14 anni, su come aveva dovuto interrompere il suo viaggio con i padroni, si era mossa anche la politica, addirittura con un’interrogazione parlamentare a firma della deputata abruzzese del Movimento 5 Stelle Daniela Torto che chiedeva di "fare luce sulla scomparsa del felino" e sul comportamento tenuto da chi "doveva comportarsi in altro modo", attirandosi commenti sarcastici sulla sua pagina Facebook. Il tenore: con una pandemia in corso e una crisi economica feroce, forse c’è qualcosa di più serio di cui occuparsi...

L’Enpa nazionale, che ha chiesto attraverso la presidente Carla Rocchi "provvedimenti nei confronti del capotreno responsabile di una condotta assurda" e passibile di denuncia per "abbandono di animali e maltrattamenti: noi ci costituiremo parte civile". "Serve una rivoluzioine culturale anche nel mondo animale – sottolineava ancora l’onorevole Torto –, un mondo troppo spesso aggredito e mai ritenuto alla pari del mondo dell’essere umano".

Un’altra associazione animalista, la Aidaa, aveva chiesto che per le ricerche fossero usati anche i droni mobilitando i propri iscritti pescaresi a partecipare alle ricerche. Sarebbe bello sapere che cosa ha fatto e pensato Grisù in questi quattro giorni di mobilitazione per ritrovarlo. Non è andato a gatte, di questo siamo certi: è castrato e poi l’età... Ha girovagato nei pressi della stazione, nascondendosi a buoni e cattivi e pensando a quell’uomo in divisa che non aveva provato compassione per lui; poi è arrivato Paolo: il suo sguardo gli deve essere sembrato più convincente e si è fatto prendere. In fondo si era concesso una vacanza da potere raccontare ai suoi padroni.