Sabato 22 Giugno 2024
GIOVANNI ROSSI
Cronaca

Il fronte moldavo Mosca accusa l’Ucraina "Vuole la Transnistria"

di Giovanni Rossi

Il conflitto russo-ucraino apre un fronte supplementare in Moldavia. Dopo i reiterati avvertimenti al governo di Chisinau e la calcolata revoca, solo 48 ore fa, del decreto del 2012 che assicurava alla Moldavia la piena sovranità nella definizione del futuro della Transnistria – la regione separatista confinante con l’Ucraina dove Mosca mantiene piena influenza –, il Cremlino alza il tiro. Una nota del ministero della Difesa russo afferma di avere le prove di un complotto ucraino in Moldavia. Secondo Mosca – la cui tesi è ovviamente respinta da Kiev – militari ucraini e del Battaglione Azov, "vestiti con uniformi delle forze armate russe", sarebbero pronti a inscenare "una provocazione armata" proprio a partire dalla Transnistria, striscia di confine senza accesso al mare, di meno di 5mila chilometri quadrati e 555mila abitanti. A quel punto – sempre secondo Mosca – Kiev avrebbe il pretesto per attaccare il territorio dell’autoproclamata repubblica (dove Mosca ha oltre 1.500 soldati) allargando il campo di battaglia.

Secondo il consigliere di Volodymyr Zelensky, Mikhaylo Podolyak, è vero esattamente il contrario. Sarebbe la Russia ad "accendere conflitti interni alla Moldavia", dove l’opinione pubblica interna è divisa tra europeisti e filorussi. Via Telegram, il governo di Chisinau chiede ai cittadini "di mantenere la calma e di attenersi alle fonti ufficiali: i nostri ministeri stanno collaborando con i partner stranieri. In caso di minaccia, i cittadini saranno immediatamente informati".

Dal settembre scorso Chisinau è teatro di proteste con la partecipazione di molte migliaia di persone che, anche a causa di un’inflazione al 30%, chiedono le dimissioni del governo filo-occidentale di Maia Sandu. E l’ex presidente filorusso Igor Dodon, sconfitto nel 2020, soffia sul fuoco dello scontento. Operazione agevole in un pezzo di ex Urss naturalmente complesso, con il 70% degli abitanti di prima lingua romena, l’11% di ucraini, il 9% di russi e variegate minoranze etniche (gagauzi, romeni, bulgari e rom). Dodon attacca: "Ogni iniziativa dell’Ucraina verso la Transnistria sarà considerata un’aggressione". Ma anche gli Stati Uniti dichiarano "profonda preoccupazione" per gli sforzi di Mosca di destabilizzare il governo moldavo".