Venerdì 17 Maggio 2024
GIOVANNI DI CAPRIO
Cronaca

Il corteo di Bologna: "La sicurezza sul lavoro è un diritto per tutti". Ma Cisl e Cgil si spaccano

Circa 2mila persono sono scese in piazza dopo la strage di Suviana. Landini attacca Sbarra: "Perché avete deciso di non scioperare?". La replica a muso duro: mercoledì stop di quattro ore nelle aziende Enel. .

Il corteo di Bologna: "La sicurezza sul lavoro è un diritto per tutti". Ma Cisl e Cgil si spaccano

Il corteo di Bologna: "La sicurezza sul lavoro è un diritto per tutti". Ma Cisl e Cgil si spaccano

"Il lavoro non può diventare morte". È questo il pensiero dominante all’interno del corteo organizzato da Cgil e Uil che ieri mattina ha attraversato il centro storico di Bologna, dalla stazione a piazza Maggiore, e che meglio descrive la rabbia del mondo del lavoro dopo la strage di Suviana. Non senza, però, qualche dura polemica sindacale, con Maurizio Landini, segretario della Cgil che ha attaccato frontalmente la Cisl: "Loro assenti? Chiedete a chi davanti ai morti ha deciso di non scioperare. Noi vogliamo unire". Luigi Sbarra, segretario Cisl, ha risposto a muso duro: "Forse Maurizio è distratto. Ieri la Cisl ha proclamato 4 ore di sciopero nazionale nel gruppo Enel".

Nonostante questo, la risposta di Bologna alla strage della centrale idroelettrica è stata decisa e compatta: sono sono state migliaia – tra le 1.500 e le 2.000 – le persone che hanno aderito al corteo sotto le Due Torri in concomitanza con lo sciopero generale di 8 ore che ha coinvolto tutti i settori, pubblico e privato, nella sola Emilia-Romagna. Simbolo della giornata, a suo modo, l’intervento dell’arcivescovo di Bologna, e presidente della Cei, Matteo Zuppi che ha esortato "tutti a fare la propria parte, affinché questa strage non venga ripetuta. Ne va della dignità delle persone e della fedeltà alla Costituzione, perché siamo esseri umani e non macchine. Per noi la sicurezza è un dovere, un diritto inalienabile per ogni persona. Serve molta più attenzione alla sicurezza sul lavoro e dobbiamo farla più che dirla". È arrivata anche una telefonata da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A rispondere, dall’altra parte del telefono, c’era il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, in prima fila nella sfilata per il centro di Bologna. "Ringrazio Mattarella per la sensibilità mostrata – ha detto Bonaccini –. Non si può più parlare di tragica fatalità, questa è un’emergenza nazionale. Bisogna evitare che si parli di sicurezza sul lavoro solo poco dopo una tragedia". Quindi fanno bene i sindacati a chiedere "risposte ben precise", secondo il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che afferma: "Lo Stato, Enel e le aziende in appalto se vogliono collaborare con la giustizia per far luce sull’accaduto, come hanno detto, lo dimostrino da subito coi fatti. Il nostro territorio è già stato martoriato troppe volte".

È commosso, invece, il sindaco di Camugnano, Marco Masinara, in piazza insieme con altri venti primi cittadini del territorio. Dice che, mentre per le inchieste "ci sarà tempo", quella di ieri "è stata una giornata splendida".

Michele Bulgarelli, segretario generale Cgil Bologna, ha aggiunto che "i morti di Suviana sono morti d’appalto. Dopo giorni ancora non abbiamo il quadro contrattuale completo dei dipendenti deceduti".

Invece, la paura di Ivana Veronese, segretaria confederale Uil, è che "il governo non ci dia ascolto e affronti questi temi con degli spot e non seriamente. Dobbiamo ridurre tutti i rischi per arrivare a zero morti sul lavoro". "Bisogna cambiare rotta. Le istituzioni siano concrete", ha sottolineato Marcello Borghetti, segretario Uil Emila Romagna. Mentre per l’unità sindacale – come dimostra il botta e risposta tra Landini e Sbarra – sarà necessario riprovare. Anche se i presupposti, per ora, non sembrano certo favorevoli.