Sabato 22 Giugno 2024
LORENZO
Cronaca

Il ciclone Daniel flagella la Libia Due dighe crollano: migliaia di morti "Aiuto, c’è una città spazzata via

Raffiche di vento a 180 chilometri orari e muri di pioggia: Derna devastata, restano 5mila dispersi. Il capo del governo della Cirenaica chiama l’Europa: "È una catastrofe". I nemici di Tripoli: "Vi sosteniamo".

Il ciclone Daniel flagella la Libia  Due dighe crollano: migliaia di morti  "Aiuto, c’è una città spazzata via

Il ciclone Daniel flagella la Libia Due dighe crollano: migliaia di morti "Aiuto, c’è una città spazzata via

di Lorenzo

Bianchi

Raffiche di vento a 180 chilometri all’ora, fulmini e tuoni, due dighe crollate a Derna come muri di cartone. Trentatre milioni di metri cubi di acqua si sono riversati sulla città. Secondo Osama Hammad, capo del governo della Cirenaica in lotta con l’esecutivo di Tripoli, più di 2.000 persone hanno perso la vita e 5.000 sono disperse.

Domenica il ciclone Daniel si è abbattuto sulla Libia Orientale. Hammad descrive una "catastrofe". "Di migliaia di persone – racconta – non si hanno più tracce. Interi quartieri sono scomparsi insieme ai loro residenti finiti in mare". Secondo il Centro meteorologico nazionale le precipitazioni hanno superato i 400 millilitri all’ora, un livello mai raggiunto negli ultimi 40 anni.

Il consigliere comunale di Derna Ahmed Amdur ha chiesto un intervento internazionale "urgente". Il crollo degli edifici nelle aree residenziali e delle infrastrutture pubbliche e private ha provocato la chiusura di quasi tutte le strade. Amdur ha suggerito l’apertura di un corridoio marittimo per far arrivare i soccorsi. Oltre a Derna è stata colpita tutta l’area che si trova fra Bengasi ed el-Bayda, in particolare le zone di Jabal al- Akhdar e la periferia di al- Marj. Le scuole sono state chiuse per due giorni (domenica e lunedì). Le autorità della Libia orientale hanno imposto il coprifuoco, ed è stato ordinato lo stop ai negozi e a quattro importanti porti petroliferi. Lavorano solo gli addetti ai servizi di sicurezza, il personale della sanità e delle emergenze.

Secondo Salem Omar, direttore generale del servizio di ambulanza e delle emergenza, non è possibile azzardare un conteggio preliminare collettivo del numero delle vittime delle inondazioni che hanno colpito città e villaggi nella Libia orientale poiché le operazioni di ricerca e salvataggio sono ancora in corso. Il ciclone Daniel è arrivato in Cirenaica domenica 10 settembre. Il Centro nazionale di meteorologia prevede che l’intensità del vento si attenui. La tempesta dovrebbe spostarsi verso est, intorno alle zone di Jaghbub, e raggiungere le regioni al confine con l’Egitto. Le prime stime di soli 150 morti sono state drammaticamente superate. Tra i caduti anche sette militari dell’esercito libico, scomparsi mentre erano impegnati in operazioni di soccorso.

Il Primo Ministro del Governo di Unità Nazionale (GNU) di Tripoli Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh, da sempre in lotta con quello della Cirenaica, ha promesso che lo Stato risarcirà tutte le persone colpite dalle inondazioni e ha decretato tre giorni di lutto per le vittime. A Derna invierà 50 ambulanze, un team di 75 medici e infermieri e un convoglio per rafforzare gli ospedali rurali. Il capo della General Services Company di Tripoli, Mohamed Ismail, ha dichiarato che sono stati mandati nell’est 53 camion e 10 macchine pesanti per sostenere i soccorsi. Il centro meteorologico regionale arabo il 9 settembre ha declassato Il ciclone Daniel a tempesta subtropicale e prevede che da lunedì si indebolisca mentre si dirige verso il confine fra la Liba e l’Egitto. Il presidente tunisino Kais Saied ha fatto sapere di aver "autorizzato il coordinamento immediato con le autorità libiche per gli aiuti di urgenza dispiegando i mezzi umani e logistici necessari". Oltre a Tunisi si stanno mobilitando anche l’Egitto, l’Algeria e il Qatar.