Venerdì 19 Luglio 2024
ERIKA PONTINI
Cronaca

Il caso Maggio Fiorentino "Le mie spese? Chiarite E non mi dimetterò nonostante gli intrighi"

Pereira indagato per peculato: sono un entusiasta, ma Firenze mi fa soffrire "Grazie ai privati che ho trovato ho incassato più di quanto ho speso. Con me sono arrivati sponsor e fondi. Ho la responsabilità del teatro"

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di Erika Pontini

Sovrintendente, di lei dicono che abbia alzato il livello culturale del Maggio, ma i conti non tornano: c’è un buco di 50 milioni e le vengono contestate dal pm spese per 60mila euro tra pranzi a Ibiza e viaggi in elicottero...

"Sono un grande entusiasta, a volte incompreso, non una brutta persona come mi dipingono. Le spese le ho chiarite tutte con il magistrato".

Chiarite?

"Ho prodotto gli scontrini".

Anche il pranzo in pieno luglio a Ibiza che sua moglie ha postato sui social?

"Ero andato a incontrare Kuehne Nagel (patron di un impero della logistica, ndr) che è tra i nostri finanziatori. Ho pagato 1.500 euro per un pranzo di otto persone ma siccome ho un budget da 120 euro a testa ho anche rimborsato il Maggio della differenza".

Viaggi a caccia di sponsor...

"In questi tre anni ho portato sponsorizzazioni private per 9,7 milioni e parlo di finanziatori che prima non c’erano. Quest’anno ho già raccolto 4 milioni. Ho incassato più di quanto ho speso, ma per farlo devo spostarmi. Per avere relazioni di alto livello devo stare al pari loro".

E gli artisti?

"Cecilia Bartoli ha detto che non si esibirà alla Scala perché non ci sono più e Juan Diego Florez ha accettato di cantare a Firenze perché sono stato l’unico ad averlo invitato a pranzo a casa".

Ecco, lei si diletta in cucina. Cosa gli ha cucinato?

"Branzino e strudel".

E altri contatti particolari?

"Una volta prenotai lo stesso volo di Placido Domingo, convinsi la hostess a farmi sedere accanto a lui".

Ma è vero che vive a casa del maestro Zubin Mehta?

"E pago cinquemila euro al mese. Quando sono arrivato a Firenze potevo scegliere tra quattro case: c’era una villa sfarzosa con un atelier di cui mia moglie era entusiasta. Le ho detto di no perché la stampa mi avrebbe attaccato, ma costava come la villetta di Zubin. Sui giornali si è accostato l’affitto con le serate affidate a Mehta".

Metha ha contratti importanti

"È un interprete che ha portato grande qualità a questo teatro: l’ho fatto dirigere di più rispetto al passato".

Al Maggio ci sono 300 dipendenti ma sono servite anche consulenze...

"Anton Josef Gradsack è il casting manager, figura prevista in ogni teatro, persona di mia fiducia, l’unico che mi ha sempre seguito. Non è un’esagerazione. Quanto al maestro del coro, Lorenzo Fratini, stava per andare al Santa Cecilia. L’ho fermato e gli ho alzato il compenso, a patto che creasse la prima Accademia per maestri del coro. Consideri che se Carlo Fuertes diventerà sovrintendente porterà il suo staff".

Ha già detto no...

"È chiaro: chi è che prenderebbe un teatro con così tanti debiti se non quel matto di Pereira?".

E ora come va?

"Quando sono arrivato nel 2019 c’era un buco di 65 milioni, oggi sceso a 51: abbiamo estinto il debito con le banche, quello con l’Agenzia delle entrate è rimasto di 9,5 milioni e ridotto quello della legge Bray".

Quindi non le sembra di aver speso troppo seppur per un cartellone di alto livello?

"Non ho esagerato. A Zurigo o Milano non avrei avuto problemi".

C’è la questione dei 35milioni del Fondo del Ministero per la ristrutturazione del debito: avrebbe utilizzato parte di quei soldi per le spese correnti...

"Su questo non posso dire niente. La procura ha gli incartamenti che mi sono stati presi a teatro. Ma più che del pm credo sia una questione in capo al Ministro".

Sta pensando di dimettersi?

"Ci ho pensato molte volte quando sono emersi intrighi orditi ai miei danni, ma ho la responsabilità: portare avanti il Teatro. Avrò la forza per continuare anche se ogni persona ha un suo limite".

Intrighi, cosa intende?

"Mi sono confrontato con persone che hanno un’altra filosofia del Maggio. Oggi, più che mai, bisogna capire che ai teatri servono sponsor privati. Se viene messo sotto accusa il modo di intercettarli che accadrà in futuro?".

Che cos’è oggi il Maggio?

"Un evento internazionale, come voleva il sindaco Nardella quando mi chiamò. Alla fine per 2-3 milioni di euro può essere un fiore che sboccia o che sparisce. Ricordo che l’Italia ha investito 280 milioni per il parco della musica. Perché buttare via tutto?".

Ma lei sta bene a Firenze?

"È una città che mi fa molto soffrire".