Venerdì 24 Maggio 2024
ERIKA PONTINI
Cronaca

Il 25enne incaprettato. La polizia Usa minimizza:: "Legato perché si feriva". E la madre si infuria

Gli agenti americani: Falcinelli era aggressivo, abbiamo agito secondo la legge. La donna promette battaglia: "Bloccato perché sbatteva la testa? Folle". E martedì l’avvocato del ragazzo di Spoleto incontra il ministro Tajani.

Il 25enne incaprettato. La polizia Usa minimizza:: "Legato perché si feriva". E la madre si infuria

Il 25enne incaprettato. La polizia Usa minimizza:: "Legato perché si feriva". E la madre si infuria

Matteo Falcinelli è stato incaprettato dagli agenti "per la sua sicurezza" perché "stava sbattendo la testa contro il muro".

A una settimana dalla bufera sui metodi di arresto e detenzione dello studente umbro, resi noti da Qn-La Nazione, e quando anche il dipartimento di Stato americano si è fatto avanti su sollecitazione del governo italiano, la polizia di Miami getta acqua sul fuoco. Sostiene che dopo un’accurata analisi dei filmati delle bodycam, in tutto 23 (gli stessi in possesso della famiglia) il venticinquenne venne legato per evitare che si facesse del male.

"Dai video emerge che il signor Falcinelli si comporta in modo aggressivo fin dal momento prima dell’arresto, durante la detenzione e mentre viene trasferito al Turner Guilford Knight Correctional Center", è la dichiarazione all’Agi della città di North Miami Beach. Gli agenti avrebbero agito rispettando gli standard del dipartimento di polizia, sempre secondo il Municipio, che ricorda ai giornalisti come in base al report del 2020 dell’ufficio statistiche del dipartimento di Giustizia la tecnica del legare le gambe è ampiamente usata come strumento dalle forze dell’ordine.

Giustificazioni che Vlasta Studenicova reputa vergognose. "Prima di essere sottoposto all’hogtie Matteo ha sbattuto due volte la testa sul muro e una contro il plexiglas della cella" ha spiegato la donna rendendo pubblici i relativi video nei quali effettivamente si vede lo studente dare due colpi contro il muro e poi uno contro il plexiglas della cella di sicurezza quando gli agenti gli ordinano di restare seduto, un quarto d’ora prima che venga sottoposto all’incaprettamento per 13 minuti. "Se fossero stati preoccupati per Matteo avrebbero chiamato un medico, uno psichiatra. E invece lo hanno sottoposto all’hogtie che poteva ucciderlo perché aveva dato due colpi contro il muro?", si chiede la donna. Che aggiunge: "E allora perché non hanno fatto niente quando mio figlio, ore dopo, ha sbattuto violentemente la testa contro le sbarre dell’auto della polizia, parcheggiata in un hangar del carcere? Non ce la faceva più e voleva farla finita". Il riferimento è al filmato delle 7.26 del mattino quando Matteo viene trasferito in carcere dove resterà per due giorni prima che gli amici paghino la cauzione. "Io non respiro", urla Matteo e l’agente che indossa la bodycam risponde: "Se puoi parlare, puoi anche respirare". Lo studente continua a urlare in italiano "non ce la faccio" e a ferirsi contro le sbarre, secondo quanto emerge dai video.

Intanto è imminente il rientro in Italia della famiglia, previsto per metà della settimana prossima. Matteo sarà sentito dalla procura di Roma, dopo che l’avvocato Francesco Maresca depositerà nei prossimi giorni una formale denuncia con la ricostruzione di quanto accaduto in Florida. L’autorità giudiziaria italiana può infatti procedere per reati commessi ai danni di connazionali all’estero. Martedì invece il legale italiano avrà un incontro col ministro Antonio Tajani che, dopo aver visto i filmati choc, ha chiamato l’ambasciatore americano a Roma, esprimendo indignazione e preoccupazione per l’accaduto.