Bologna, 18 maggio 2021 - Oggi permette di spostarsi tra regioni di colore diverso, anche in quella Val d'Aosta che al momento è l'unica zona arancione. Dal 15 giugno permetterà di partecipare a feste e ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, anche al chiuso. E il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, punta a farne un salvacondotto anche per riaprire discoteche e sale da ballo, ancora ferme al palo. Il green pass europeo ancora non esiste, ma la 'certificazione verde Covid-19' sì ed è regolata dal decreto legge 52 del 22 aprile 2021. Viene rilasciata non solo a chi ha completato il ciclo di vaccinazioni, ma anche dopo la prima dose con validità dal 15esimo giorno successivo. Poi a chi è guarito dal Coronavirus e a chi ha effettuato un tampone. La durata varia a seconda delle condizioni.

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La certificazione verde rilasciata per avvenuta vaccinazione è valida per 9 mesi a far data dal completamento del ciclo vaccinale. Viene rilasciata, su richiesta dell'interessato in formato cartaceo o digitale, da chi effettua la vaccinazione "contestualmente alla stessa, al termine del prescritto ciclo, e reca indicazione del numero di dosi somministrate rispetto al numero di dosi previste per l'interessato". Secondo quanto scritto nel decreto per le riaperture, il green pass viene rilasciato "anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino" ed è valido dal quindicesimo giorno dopo la somministrazione fino "alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale".

La certificazione verde per avvenuta guarigione è valida per sei mesi a partire dalla stessa, a meno che, prima della fine del periodo, non si manifesti una nuova positività.

La certificazione verde per negatività al tampone vale 48 ore dall'esecuzione del test antigenico rapido o molecolare, se questo è negativo.

La certificazione, fondamentalmente, attesta l'esistenza di condizioni personali che consentono di muoversi tra regioni anche di colore diverso e, dal 15 giugno, di partecipare a feste e ricevimenti (matrimoni in particolare) anche al chiuso. Attualmente si sta valutando se prolungarne la durata, secondo quanto si è appreso al termine della cabina di regia a Palazzo Chigi: l'ipotesi allo studio è di estenderne la durata da sei a nove mesi, così come non si esclude di anticipare la ripartenza dei congressi al 15 giugno per i possessori di green pass (attualmente la ripartenza di questo comparto è prevista per l'1 luglio per tutti). Altro aspetto su cui si sta ragionando è la possibilità di concedere il pass anche dopo la prima dose di vaccino: è stato chiesto agli esperti di effettuare approfondimenti medici.

Gli operatori economici, in particolare quelli del turismo, guardano però soprattutto al green pass europeo perché attualmente, tolto il settore eventi, la certificazione verde non incide molto sugli spostamenti interni: esclusa la Valle d'Aosta, tutte le altre regioni sono gialle ed è possibile muoversi tra esse senza certificazioni. Diverso il discorso per i visitatori, dove però qualcosa si sta muovendo. Il 14 maggio il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un'ordinanza che permette dal 16 maggio l'ingresso dai Paesi Ue e dell'area Schengen, oltre che da Gran Bretagna e Israele, con tampone negativo effettuato 48 ore prima dell'arrivo, senza obbligo di quarantena. Per chi viene dall'estero non basta quindi l'avvenuta guarigione o vaccinazione ma serve il test antigenico o molecolare. Questo fino a quando non partirà il 'passaporto europeo', per cui esistono già le linee guida: il 17 marzo la Commissione europea ha presentato una proposta finalizzata a creare un certificato verde digitale per agevolare la libera circolazione all'interno della Ue. Le condizioni sono analoghe a quelle dei certificati verdi italiani: servirà essere vaccinati, guariti o presentare un tampone negativo. L'iter è in corso, l'obiettivo è arrivare ad avere un accordo politico entro fine maggio e il pass vero e proprio entro l'inizio dell'estate.

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