Lunedì 17 Giugno 2024
GIOVANNI
Cronaca

Gli impedimenti per un Papa "Il malanno fisico non è un limite"

Francesco Landi, presidente della Società italiana di Geriatria: ecco quali sono le uniche cause per lasciare "Solo il venir meno delle capacità mentali compromette un pontificato. Wojtyla? Cosciente fino alla fine"

di Giovanni

Panettiere

"Credo che il Papa abbia centrato il punto su quelle che sono le condizioni imprescindibili per poter esercitare il suo ruolo: non sono tanto i limiti fisici a impedire l’esercizio di un pontificato quanto piuttosto il venir meno delle capacità cognitive. Quel che conta per il governo della Chiesa è la lucidità, la presenza a se stesso e agli altri". Ne è convinto il professor Francesco Landi, direttore dell’Unità di Medicina interna geriatrica al Policlinico Gemelli, nonché docente di Medicina interna all’Università Cattolica di Roma. Sullo sfondo delle parole del presidente della Società italiana di Geriatria e Gerontologia le ultime dichiarazioni di papa Francesco, da tempo afflitto da problemi di deambulazione, secondo cui "si governa con la testa e non con il ginocchio".

Ma Bergoglio, nella intervista al quotidiano spagnolo Abc, annuncia anche di aver consegnato all’ex segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, una lettera di rinuncia al ministero petrino in caso di malattia.

"Evidentemente il Papa conosce bene quali siano le compromissioni a cui può andare incontro una persona anziana da un punto di vista sanitario. Da un lato, può insorgere un decadimento fisico tale da limitarla nell’esercizio delle proprie attività, dall’altra, c’è il rischio di un’involuzione cognitiva in grado d’impedire nei fatti qualsiasi tipo d’incarico, compreso quello del Papa. È a questo confine che Bergoglio fa riferimento nel momento in cui accenna alla sua rinuncia".

Non lascerà quindi in conseguenza di un eventuale, ulteriore peggioramento del suo ginocchio?

"Non so se, quando e come rinuncerà al suo incarico. Non sta a me a dirlo. Sta di fatto che Francesco ha già dimostrato, viaggiando anche all’estero, di poter continuare a fare il Papa anche in carrozzina".

L’aspetto psicologico, sul quale lo stesso Pontefice ha insistito più volte in questi ormai dieci anni di ministero, non pensa che potrebbe indurlo a fare un passo indietro?

"Non stiamo parlando di una persona qualsiasi, ma del Papa. Mi sembra una sorta di banalizzazione del problema".

Come dire, finché sarà lucido resterà al suo posto, in carrozzina o meno, provato psicologicamente o non dal progressivo decadimento fisico?

"Anche papa Giovanni Paolo II è rimasto al suo posto, nonostante il Parkinson che l’ha provato duramente. Lo ha fatto perché è stato lucido sino alla fine".