Mercoledì 19 Giugno 2024

Gli avvocati penalisti "I pm non possono scriversi le regole""

Si riapre il cantiere giustizia. I penalisti italiani si schierano al fianco del ministro Nordio, come riportato in un documento della giunta dell’Unione delle Camere Penali. "È così, mi auguro che il Governo e il ministro Nordio precedano spediti, come hanno promesso", dice il presidente dell’Unione delle Camere Penali, Domenico Caiazza.

Voi avvocati sostenete che bisogna respingere le speculazioni e i ricatti giustizialisti. A chi vi riferite?

"Alla magistratura italiana e ad alcune forze politiche che pensano di affidare ai magistrati la politica della giustizia".

Sulle intercettazioni avete polemizzato anche con il procuratore di Palermo de Lucia che, dopo l’arresto di Messina Denaro, chiedeva il mantenimento delle intercettazioni contro la mafia.

"Si è trattato di un intervento inutile e avventato perché nessuno chiede la fine delle intercettazioni. Sono state parole che hanno solo prestato il fianco a inammissibili e grossolane speculazioni di stampo giustizialista".

Che tipo di riforma dovrebbe proporre il ministro sulle intercettazioni?

"Nessuno, a partire da Nordio, contesta l’uso delle intercettazioni per mafia e terrorismo. Ma non possono essere concesse intercettazioni ‘a strascico’: se si autorizzano quelle per mafia e terrorismo, beh, ci si ferma a quei reati".

Spieghi meglio.

"La pesca a strascico dei reati funziona così: io ti autorizzo per il reato A, ma se scopri anche B e C prendi pure, non si butta nulla. È una cosa inammissibile".

La riforma Cartabia ha introdotto l’obbligo della querela di parte per un’ampia serie di reati. Nordio starebbe per reintrodurre la procedibilità d’ufficio per i reati con l’aggravante mafiosa.

"È una decisione sensata e condivisibile. Ma la Cartabia non c’entra nulla, per le minacce mafiose, ad esempio, la procedibilità d’ufficio esiste già".

Voi chiedete al Governo riforme liberali. Quali?

"Separazione delle carriere e ripensamento dell’azione penale. Oggi la discrezionalità dell’azione penale esiste già: i pm chiudono tanti fascicoli nei cassetti, facendoli morire con la prescrizione".

Nino Femiani