Giorno della memoria. Stretta del Viminale: "Pronti a bloccare i cortei pro Palestina"

Circolare ai questori per valutare i rinvii delle manifestazioni contro Israele. Piantedosi: "Rischi per l’ordine pubblico". Comunità ebraiche soddisfatte.

Giorno della memoria. Stretta del Viminale: "Pronti a bloccare i cortei pro Palestina"
Giorno della memoria. Stretta del Viminale: "Pronti a bloccare i cortei pro Palestina"

La stella polare è la tutela dell’ordine pubblico. Ed è intuibile che le manifestazioni pro Palestina di domani potrebbero entrare il conflitto con la ’Giornata della memoria’ dell’Olocausto. Con una circolare del Dipartimento della Pubblica sicurezza si sono così invitati i questori a considerare di spostare ad un altro giorno le manifestazioni previste per domani, in particolare a Roma e Milano, "così garantendo la libertà di manifestazione che, nel caso di specie, va contemperata con il valore attribuito alla ’Giornata della memoria’". "Tali iniziative – si legge nella circolare – se svolte in concomitanza con la predetta ricorrenza, potrebbero assumere connotazioni lesive, sotto l’aspetto formale organizzativo e contenutistico, del valore nazionale che la Repubblica italiana ha attribuito allo spirito commemorativo in favore delle vittime delle leggi razziali, nonché di condanna alla persecuzione del popolo ebraico". "Nondimeno – continua il Dipartimento – le suddette manifestazioni potrebbero determinare, anche in relazione all’attuale contesto conflittuale internazionale, il sorgere di tensioni con il conseguente rischio di effetti negativi sulla tenuta dell’ordine pubblico e sociale".

Il rinvio ad altra data è la soluzione ottimale, ma saranno considerate anche le opportunità di fare manifestazioni statiche anziché cortei o in luoghi lontani dalle contemporanee manifestazioni per la ’Giornata della memoria’. Il capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha comunque previsto che per le manifestazioni di sabato dovranno essere predisposte idonee misure di prevenzione e sicurezza, "in considerazione della perdurante minaccia terroristica".

"Le manifestazioni – ha ricordato ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – possono essere compresse o limitate solo se ci sono motivi serie di ordine pubblico. Ci sono valutazioni in corso" per quelle pro-Palestina in programma in concomitanza con la ’Giornata della memoria’. Alcune "potrebbero avere evoluzioni lesive di alcuni valori sanciti dalla legge, come la commemorazione della Shoah. Confido nelle autorità di pubblica sicurezza, specie a Roma e Milano, che stanno incontrando gli organizzatori per vedere se differire le manifestazioni in altri giorni, non per negare un diritto, ma per renderle compatibili con i valori. Se ciò non succede, faremo le nostre valutazioni".

Il tema era caldo da giorni. "Per motivi di sicurezza non abbiamo potuto organizzare la maratona della Memoria – aveva detto martedì Noemi Di Segni, la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane -. Sono invece liberi di manifestare coloro che alzano il braccio per il saluto romano e lo squadrismo dei centri sociali, quasi tutelati da una libertà costituzionale". Dopo la mossa di Piantedosi è soddisfatta la comunità ebraica di Roma che aveva chiesto di vietare il corteo a Roma promosso da studenti palestinesi che per lanciarlo avevano preso in prestito parole di Primo Levi. "Siamo contenti – ha detto il presidente, Victor Fadlun –, sono state riconosciute le nostre ragioni. Ringraziamo le istituzioni, a cominciare dal ministro Piantedosi per la sensibilità che hanno dimostrato. È stata una decisione giusta e di buon senso".

Intanto ieri mattina, alla chiusura dell’evento ‘Giornata della memoria 2024: per non dimenticare’, all’ateneo Roma Tre, due studentesse hanno preso polemicamente la parola. "Perché il corteo del 27 gennaio - hanno chiesto - dovrebbe essere un problema? Quanto sta avvenendo a Gaza non è quanto avvenuto nel ghetto di Varsavia? Non possiamo fare a meno di chiedere per quale motivo non possiamo anche prendere le parti dei palestinesi che stanno vivendo un genocidio: sono stati sterminati 20mila civili, questa non è una difesa di Israele, ma un massacro di cittadini palestinesi".

Alessandro Farruggia