Fu pugnalata in classe. I ricordi della docente: "Rivivo quell’incubo"

Milano, il ragazzo è stato espulso e bocciato

Fu pugnalata in classe. I ricordi della docente: "Rivivo quell’incubo"
Fu pugnalata in classe. I ricordi della docente: "Rivivo quell’incubo"

Elisabetta Condò, l’insegnante dell’Alessandrini di Abbiategrasso, nel Milanese, che era stata aggredita da uno studente armato di coltello da caccia, è tornata a scuola nei primi giorni dello scorso ottobre, ad anno scolastico già avviato, al termine di un lungo periodo di riabilitazione. "Non ha però ancora completamente recuperato l’uso della mano", dice il marito Giuseppe Di Staso, anche lui insegnante in un liceo della zona.

L’ennesimo caso di aggressione da parte di uno studente armato di coltello nei confronti di un insegnante ha riportato d’attualità l’episodio che si era verificato il 29 maggio dell’anno scorso all’istituto Alessandrini. Anche allora era un lunedì mattina, e si era a poche settimane dalla conclusione dell’anno scolastico: uno studente di seconda liceo, un 16enne residente nel Magentino, si era recato a scuola con un coltello da caccia nascosto nello zainetto. "Era più taciturno del solito", racconteranno dopo i fatti i compagni di classe. Quando l’insegnante di lettere e storia, dopo aver diviso i ragazzi per un lavoro in gruppo, gli si era avvicinata anticipandogli l’intenzione di interrogarlo in storia l’ora successiva, per recuperare una insufficienza, il giovane studente decise di agire. Si alzò e ha aggredì l’insegnante alle spalle, mentre questa si stava rapportando con un altro gruppo di studenti. Il 16enne le procurò delle ferite alla testa (con frattura delle ossa parietali), alla clavicola e all’avambraccio destro (con interessamento di nervi, tendini e dell’arteria ulnare). Ricoverata subito dopo l’aggressione all’ospedale di Legnano, l’insegnante era stata sottoposta a un intervento chirurgico al polso per le ricostruzioni dei tendini da parte di una équipe di chirurgia plastica, durato sei ore, e aveva poi dovuto effettuare numerose e anche dolorose sedute di riabilitazione. Ieri Elisabetta Condò era a scuola, a svolgere quel lavoro che tanto l’appassiona.

"Probabilmente – aggiunge il marito – la difficoltà nell’uso della mano sarà una conseguenza che rimarrà indelebile". "Sapere quanto è accaduto a Varese mi addolora. Riapre una ferita ancora troppo vicina per essere dimenticata". Lo stesso Di Staso, nei primi giorni seguiti all’aggressione alla moglie, aveva detto che "dai nostri colloqui quotidiani è più volte emersa la fotografia di una scuola dove c’è una problematica di carattere educativo, prima ancora che scolastico. L’adolescenza è un’età problematica da sempre, ma anche io, nelle mie classi, mi rendo conto che i ragazzi in questo periodo sono sofferenti. A questo si aggiungono le mancanze dello Stato".

Nel caso dell’Alessandrini lo studente aggressore era stato poi espulso dalla scuola, su decisione del Consiglio d’Istituto. Espulsione che ha escluso il ragazzo dallo scrutinio di fine anno. Decretandone, di fatto, la bocciatura.