Martedì 25 Giugno 2024
VIVIANA PONCHIA
Cronaca

Frecce Tricolori, lo schianto. Jet precipita dopo il decollo: auto investita dall’esplosione. Bimba muore, grave il fratello

La piccola aveva 5 anni, ustionati anche i due genitori. Il pilota si è gettato con il paracadute. L’incidente durante un’esercitazione per uno show: tra le possibili cause l’impatto con dei volatili.

Frecce Tricolori, lo schianto. Jet precipita dopo il decollo: auto investita dall’esplosione. Bimba muore, grave il fratello

Frecce Tricolori, lo schianto. Jet precipita dopo il decollo: auto investita dall’esplosione. Bimba muore, grave il fratello

Il capitano Oscar Del Dò, gregario sinistro delle Frecce Tricolori, alle cinque del pomeriggio sta per incrociare il destino di una famiglia di quattro persone e non può saperlo. Procede elegante in formazione su Pony 4, un MB.339, nel cielo grigio di un sabato che odora di pioggia. Esercitazione di routine in vista dello spettacolo vero previsto oggi, ma non conta. È bello vederli andare anche così per gioco, aironi supersonici aggraziati come ballerine, tremore e stupore dentro il boato che non dovrebbe finire mai e intanto costringe a tapparsi le orecchie. Laura Origliasso, 5 anni, lo vede arrivare ed è l’ultima cosa che vede. È in macchina con il fratello di 12 e i genitori al fondo della pista di atterraggio di Caselle, sulla strada dove migliaia di torinesi sono stati portati da bambini a vedere la pancia degli aerei per innamorarsi del volo. Non sa nemmeno lei che sono legati per sempre. La bambina, il pilota, uno stormo di uccelli. Dieci aerei divisi in due formazioni da cinque, pronti a rinnovare il miracolo di una coreografia che lascia sempre senza fiato. Però succede l’imprevedibile.

L’aereo alla sinistra del gruppo di testa si stacca dalla pattuglia, perde lentamente quota accompagnato dal "nooooo" dei registi amatoriali paralizzati dal terrore, esplode, diventa una palla di fuoco. In quel momento il capitano Oscar del Dò si lancia con il paracadute e schizza in cielo come un tappo, mentre la palla di fuoco prosegue la corsa verso le cascine di San Francesco al Campo e alcuni frammenti centrano una vettura in transito, che si solleva e si ribalta. I due genitori escono con leggere ferite e ustioni, portano in salvo il figlio più grande – ora ricoverato in Rianimazione – e tornano per recuperare la piccola. L’auto però è divorata dalle fiamme e per la bambina non c’è niente da fare. Impatto con uno stormo che rende il velivolo ingovernabile, si ipotizza.

Il generale Urbano Floreano, ex pilota delle Frecce, spiega che incidenti del genere non sono rari. E assicura che Del Dò, uno dei più esperti della pattuglia, si è comportato in maniera eroica scongiurando la strage con una manovra che ha evitato di colpire le case: "Ha provato di tutto e lo ha comunicato agli altri, tutti sapevano che due uccelli erano entrati nel motore e che il motore si era spento". In una chat di piloti si fornisce una ricostruzione dal punto di vista tecnico: "L’aereo in decollo ha fatto un ’bird strike’ bruttissimo, ha preso un sacco di uccelli. Gli avevano dato per status che era più che moderato, sono decollati con tutti quegli uccelli lì, un disastro: ha impattato, ha preso dentro gli uccelli e ha crashato. Si è lanciato bassissimo".

L’aeroporto resta chiuso per ore e l’inchiesta viene aperta dalla procura di Ivrea, che dopo l’incidente di Brandizzo aveva già dichiarato di essere vicina la collasso. Un altro incidente aereo era avvenuto poco prima a pochi chilometri di distanza all’Aero Club, dove erano in corso le celebrazioni del centenario dell’Aeronautica militare, alle quali oggi avrebbero dovuto prendere parte le Frecce Tricolori. Un velivolo in fase di atterraggio era uscito di pista e si era ribaltato, illesi i piloti e nessuna conseguenza per gli spettatori.