Filippo Turetta ignora i funerali di Giulia. In cella la sua tv resta spenta

Sorvegliato a vista, Turetta non ha voluto seguire l’addio all’ex che ha ucciso. Stessa scelta per i suoi genitori. Attesa per l’arrivo in Italia dell’auto della fuga

Venezia, 6 dicembre 2023 – La tv nella cella di Filippo Turetta è rimasta spenta come lo sono state tutte quelle del reparto infermeria del carcere di Montorio: il giovane non se l’è sentita di seguire i funerali di Giulia Cecchettin, la sua vittima.

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La famiglia Turetta

Anche la famiglia – il padre Nicola, la madre Elisabetta Martini e il fratello Andrea – alla fine sono rimasti nella loro casa di Torreglia, nel Padovano, dove l’assenza del figlio maggiore pesa molto. Soprattutto perché non potranno festeggiare insieme i 22 anni che compirà il 18 dicembre.

Il sindaco Rigato

Nella basilica era invece presente il sindaco del paesino della provincia patavina i cui seimila abitanti sono rimasti molto colpiti dalla vicenda. Marco Rigato, il primo cittadino, ha parlato della condizione in cui si trovano i genitori del killer reo confesso. "Hanno bisogno di tranquillità. Più passa il tempo – ha dichiarato – e più realizzano mentalmente quanto è accaduto. Sono sempre più provati ogni giorno che passa. Ho offerto loro l’ausilio dei servizi sociali, ma non hanno voluto dicendo che si sono già affidati ad altri. Non so se ieri ci siano stati contatti fra loro e i Cecchettin. E nella confusione del funerale non ho visto se a Padova ci fosse qualcuno di Torreglia oltre a me in veste di sindaco. La mia presenza era doverosa". Col regime aperto in cui si trova, Filippo avrebbe potuto vedere la tv. Ma forse il ’tutor’  –  il suo compagno di cella a cui la direzione del carcere ha affidato il controllo perché il ragazzo non compia atti inconsulti – ha pensato fosse meglio impedirglielo.

La perizia psichiatrica

L’avvocato Giovanni Caruso non parla: è concentrato sulla strategia difensiva e su quando presentare la richiesta di perizia psichiatrica, l’unico tentativo per sviare l’ergastolo quando l’accusa formulerà l’aggravante della premeditazione. Le indagini veneziane proseguono anche se sulla procura si è addensata una nube fosca: il plenum del Csm potrebbe trasferire il capo, Bruno Cherchi, per i rapporti con un perito, Massimo Montisci, coinvolto in casi giudiziari. Ma il fascicolo Turetta è in mano al pm Andrea Petroni e quindi non dovrebbero esserci ritardi: il magistrato punta al giudizio immediato. Petroni attende i risultati completi dell’autopsia e soprattutto quel che dirà il Ris di Parma sui reperti presi in via Aldo Moro a Vigonovo, nell’area industriale di Fossà e nel canalone di Barcis.

L’auto di Turetta in Italia

Ris che appena possibile esaminerà anche l’auto della fuga, la Fiat Grande Punto nera che i tedeschi restituiranno il 10 dicembre dopo un incontro operativo fra magistrati di Italia, Germania e Austria, dove è stata vista passare. A bordo ci sarebbero due cellulari, uno di Filippo e forse quello scomparso di Giulia. E soprattutto si dovrà stabilire se è nel suo abitacolo che Turetta ha sferrato il colpo mortale che a Fossò ha ucciso la ragazza recidendole l’aorta.

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