Lunedì 17 Giugno 2024

Ferragni e la beneficenza. Indagato anche il manager

I pm: "Chiara ha rafforzato l’immagine con queste campagne". Il ruolo di Damato

Il profitto delle presunte truffe contestate a Chiara Ferragni risiede anche nell’immagine: un guadagno "derivante dalla rappresentazione di sé associata all’impegno" per "un progetto benefico", un rafforzamento della sua immagine sui media e un "accresciuto consenso", che "comporta incrementi nei chachet accordati dai partner commerciali". E nell’affaire del pandoro un profitto "ingiusto" sarebbe stato ottenuto "con l’inganno" nei confronti dei consumatori, che avrebbero subito un "duplice" danno, perché indotti sia a fare una scelta d’acquisto attraverso "un messaggio pubblicitario manipolatorio", sia a pagare per quel dolce un "prezzo maggiorato", poco più di nove euro.

Sono passaggi del decreto con cui il sostituto pg della Cassazione Mariella De Masellis ha risolto a favore della Procura di Milano la questione della competenza a indagare, che si era creata tra gli inquirenti milanesi e quelli di Cuneo, sul caso delle vendite con pubblicità ingannevole dei pandoro Pink Christmas della Balocco, griffati Ferragni. Sarà il dipartimento guidato dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco, quindi, a coordinare gli accertamenti della Guardia di finanza anche sulle uova di Pasqua della Dolci Preziosi e sulla bambola Chiara Ferragni by Trudì. Per quelle operazioni commerciali che sarebbero state spacciate per iniziative benefiche, tra il 2019 e il 2022, secondo il pg, va considerata la "unitarietà della spinta a delinquere", la "analogia del modus operandi" e il "lasso temporale" tra gli episodi. In tutti e tre i casi, si legge ancora, Ferragni ha pubblicato sui social post, stories e "video fuorvianti" per i consumatori. Dal decreto emerge che è indagato per truffa aggravata, per i capitoli pandoro e uova, anche Fabio Damato, manager dell’influencer. E che tutte le società coinvolte nelle due vicende sono iscritte per la legge sulla responsabilità degli enti, mentre a Cuneo erano stati aperti fascicoli esplorativi anche sui casi Oreo e Soleterre.

Sempre nel provvedimento il pg cita una recente sentenza della Cassazione per spiegare che "la sola menzogna è di per sé sufficiente ad integrare gli elementi costitutivi del delitto di truffa". La "enfatizzazione" del fine caritatevole nella campagna promozionale sul Pink Christmas, "amplificata dai mezzi di comunicazione" usati, come i social, ha indotto "in errore i consumatori", che hanno "ritenuto" di "contribuire alla finalità benefica", la "cui serietà era garantita anche dalla credibilità di una influencer da circa 30 milioni di follower". Per il pg sono i due contratti stipulati nel novembre 2021 a Milano tra Balocco (indagata per truffa l’ad Alessandra Balocco) e le società di Ferragni a radicare le competenza nel capoluogo lombardo, così come i conti milanesi su cui la moglie di Fedez ha incassato i "compensi" da oltre un milione di euro.

Le mail tra i team dell’azienda dolciaria e di Ferragni provano, infine, secondo il pg, che le due parti avevano "già approvato" che la donazione da 50mila euro sarebbe stata effettuata prima dell’inizio della vendita del prodotto e "a prescindere dal volume delle vendite".

Andrea Gianni