Sabato 13 Aprile 2024

Eredità Agnelli, la nuova battaglia. La procura di Torino: le firme di Marella Caracciolo “apocrife”

L’inchiesta a Torino dopo l’esposto della figlia Margherita. I pm: “Beni ulteriori in paradisi fiscali”

Giovanni Agnelli e sua moglie Marella Caracciolo (Ansa)

Nella foto di archivio del 25 dicembre 2000 Giovanni Agnelli e sua moglie Marella Caracciolo fotografati a piazza S. Pietro per la benedizione ''Urbi et Orbi'' del Pontefice. ANSA ARCHIVIO/ BRAMBATTI

Torino, 15 febbraio 2024 – Va avanti la battaglia giudiziaria intorno all’eredità di Gianni Agnelli all’interno della famiglia, nello specifico tra Margherita e i figli.

Ora nel decreto di perquisizione notificato dalla guardia di finanza nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta nata dall’esposto di Margherita Agnelli, figlia di Gianni e Marella, i pm della procura di Torino scrivono che sono “di natura ragionevolmente apocrifa” le firme riconducibili a Marella Caracciolo, vedova di Gianni, su “alcuni documenti di rilievo” come “le aggiunte testamentarie” e “i contratti di locazione degli immobili italiani”. 

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I pm aggiungono anche che ci sono “ulteriori beni produttivi di reddito derivanti dall'eredità di Gianni Agnelli detenuti da società terze collocate in paradisi fiscali” di cui Marella, vedova dell'Avvocato, “è risultata titolare effettiva”. Lo scrive la procura di Torino nel decreto della perquisizione effettuata dalla guardia di finanza nei giorni scorsi. I magistrati subalpini svolgono gli accertamenti sulla base dell’esposto di Margherita, ricalcando alcune delle sue tesi.

Le indagini dei pm torinesi puntano anche ''all'effettiva destinazione delle disponibilità finanziarie emerse dall'attività di discovery a carico di Marella Caracciolo, non rendicontati nella massa ereditaria'' e ''all'individuazione degli effettivi beneficiari di tali disponibilità con conseguenti ipotesi evasive ulteriori rispetto a quelle contestate'' oltre che alla ''permanenza sul territorio nazionale della de cuius'', avviate a seguito dell'esposto presentato dalla figlia Margherita, nel quale descrive ''condotte poste in essere da alcuni soggetti…volte a creare l'apparenza di una residenza, in realtà fittizia, in Svizzera'' della madre deceduta a Torino il 23 febbraio 2019. E' quanto si legge nel decreto di perquisizione eseguito nei giorni scorsi. 

Ieri John Elkann ha rotto il silenzio e affidato al pool dei suoi avvocati il compito di diffondere una dichiarazione che affermava: “E’ da più di vent’anni che Margherita Agnelli perseguita i suoi genitori e tre dei suoi figli in tutte le sedi giudiziarie” ma le sue iniziative “non hanno avuto alcun riconoscimento”.

Subito è arrivata la replica: “La volontà di Margherita è di assicurare un trattamento equo a tutti i suoi figli secondo le norme di legge”, è la dichiarazione del legale che ne cura gli interessi, Diego Trevisan. Dove per “tutti i suoi figli” si intendono, con ogni evidenza, anche i nati dal secondo matrimonio, quello con Serge De Pahlen.

Nel 2004, un anno dopo la morte del padre Gianni, Margherita stipulò un accordo con la madre, Marella, in base al quale rinunciò alle partecipazioni nelle società di famiglia in cambio del conferimento di beni per l'equivalente di un miliardo e 275 milioni di euro. In seguito, però, smise di riconoscere la validità di quell'intesa sostenendo che esisteva una parte del patrimonio paterno di cui non era stata portata a conoscenza. Così si rivolse ai tribunali. E sempre senza successo. Ora a Torino sono due le nuove partite che Margherita ha aperto con la giustizia. C'è la causa civile che la vede come 'parte attrice’ contro i propri figli John, Ginevra e Lapo Elkann, che hanno ereditato il patrimonio di Marella (morta il 23 febbraio 2019). Qui la richiesta è invalidare il testamento della donna. Ma c'è anche un esposto in procura costato finora a John Elkann un avviso di garanzia per concorso in una presunta dichiarazione dei redditi 'infedele’.