Erano a scuola. I fratellini rimasti soli, affidati allo zio

Hanno tra i 5 e i 10 anni, le foto felici con i genitori. Lei scriveva sui social: "Voglio volermi bene".

TRENTO

"Io quest’anno ho deciso di volermi molto bene". Il 3 gennaio sulla sua bacheca di Facebook (piena di foto felici con i figli) Ester Palmieri aveva postato questa frase fra i tanti propositi del 2024 al centro dei quali c’erano i suoi tre figli e l’attività commerciale, il centro olistico "Scintilla Alchemica" aperto quest’anno. Ma ora quello che colpisce di più è la tragedia dei tre piccoli (5, 8 e 10 anni) che in una mattina fredda di gennaio hanno perduto madre e padre. Ester Palmieri chiamava Igor Moser, al culmine del loro amore, "il padre dei miei cuccioli", ma ora sono affidati allo zio materno, il parente più vicino. Ieri è andato lui a prendere i fratellini all’asilo e a scuola. È stato straziante fare comprendere loro che cosa era accaduto, che non avrebbero mai più rivisto madre e padre. Ma per ora non gli sarà rivelato come si sono svolti i fatti.

Originaria di Cavalese, poco distante da dove il marito si è impiccato, Ester fin da piccola si era dedicata a fare stare bene gli altri. Aveva studiato come operatore socio sanitario e per 15 anni aveva lavorato in una Residenza sanitaria per anziani dove si era fatta sempre benvolere. Nel contempo lei che dice di sé "amo prendermi cura degli altri, portare benessere, cristalli e minerali, musica, canto e adoro gli animali" si era iscritta alla scuola di estetica di Levico Terme coronando il sogno della sua vita, aprire il proprio centro benessere. Palmieri tirava avanti la sua vita familiare che le aveva fatto incontrare Igor il boscaiolo, persona diversa ma con il quale sembrava potesse costituire una coppia destinata a durare a lungo. I tre bambini, la decisione di non regolarizzare la relazione con il matrimonio, e l’impegno civico e politico per quella che era diventata la sua terra, il suo Comune, Valfloriana, lei di famiglia campana.

"Credo fortemente nella potenzialità di un luogo come Valfloriana, un paradiso tranquillo, ancora incontaminato, lontano dal caos e dal continuo rumore frenetico cittadino – scriveva sui social –, qui ho deciso di rafforzare le mie radici, di crescere i miei figli e di investire sul mio lavoro" oltre che partecipare alla vita dell’amministrazione comunale prima da consigliera e poi da assessora. Ora che i sogni sono tragicamente finiti restano ai familiari tre figli da crescere. "Voltiamo pagina al più presto – dice il sindaco di Trento, Franco Ianeselli –, ci vogliono iniziative concrete di educazione, prevenzione e sostegno perché la violenza cessi".

r. j.