Giovedì 13 Giugno 2024
FRANCA FERRI
Cronaca

Elon Musk cambia idea: avanti con la ricerca. L’intelligenza artificiale è la nuova scommessa

Il multimiliardario aveva firmato un appello per fermare lo sviluppo di IA. Intanto fonda la sua società e recluta ricercatori tra la concorrenza. Obiettivo: battere lo strapotere di ChatGPT, il software di OpenAI

Elon Musk

Elon Musk

L’ultima società (in ordine di tempo) creata da Elon Musk si chiama “X.AI Corp“, ed è stata registrata il 9 marzo. A sorpresa, si occupa di Intelligenza Artificiale, per competere con OpenAI e la rivoluzionaria ChatGPT. La sorpresa sta nel fatto che solo poche settimane fa, l’eclettico multimiliardario sudafricano aveva firmato una lettera aperta per chiedere uno stop di almeno sei mesi allo sviluppo di AI, per fermare quella che viene definita una pericolosa corsa agli armamenti: "Sistemi più potenti dovrebbero essere sviluppati solo quando saremo sicuri che i loro effetti saranno positivi e i loro rischi gestibili". Fra gli oltre mille firmatari, oltre a Musk, ci sono anche Steve Wozniak, co-fondatore di Apple, e Jaan Tallinn, co-fondatore di Skype. Quindi, Elon da una parte chiede uno stop, dall’altra mette in piedi, in tutta fretta e con ampio dispiego di mezzi, la ’sua’ azienda di AI.

L’intuizione del 2015

L’interesse di Musk per l’intelligenza artificiale non nasce oggi, anzi. Nel 2015 era fra i fondatori di OpenAI, la società a cui fa capo ChatGPT. Il sodalizio non regge: a inizio 2018 lascia per i contrasti irrisolvibili con Sam Altman, fondatore e attuale Ceo di OpenAI, sulla sicurezza e su che direzione dovesse prendere la società: "Doveva essere una no profit con software opensource (aperto a tutti, non proprietario, ndr) – ha ribadito Musk a febbraio di quest’anno in un tweet – per contrastare Google. Ora è una società che mira al massimo profitto controllata da Microsoft. Non certo quello che intendevo io".

La nuova creatura

Negli ultimi mesi, il secondo uomo più ricco del mondo ha lasciato a casa circa 6500 dipendenti di Twitter, ma ha reclutato fior di ricercatori per creare una società in grado di primeggiare nell’intelligenza artificiale. Il nome più prestigioso è quello di Igor Babuschkin, uno scienziato del laboratorio DeepMind di proprietà di Alphabet, casa madre di Google. Avrebbe anche cercato di strappare qualche talento proprio a OpenAI, ma con scarso successo. Il settore, d’altra parte, è tra i più gettonati: oltre a OpenAI (il suo chat Gpt è già incorporato nel motore di ricerca Bing di Microsoft), anche Google e Amazon hanno annunciato grandi investimenti sull’AI.

Nevada, il regno di X

In parallelo, Musk si è assicurato migliaia di chip Gpu da Nvidia, e ha avviato contatti con investitori di Tesla e SpaceX: "Ci sono investitori – sostiene una fonte del Financial TImes – e sono molto eccitati e convinti da questa novità". Al momento X.IA ha un dirigente solo (Musk medesimo) e solo un segretario, Jared Birchall, 47 anni, braccio destro di Elon, nonché Ceo di Neuralink (la società di neurotecnologie sempre fondata di Musk). Ne il nome ne la sede legale sono casuali. Come evoluzione di Twitter, Musk vuole creare una ’everything app’ chiamata X, utilizzata per chattare, fare pagamenti, prenotare biglietti, ecc ecc. Ha rinominato la società Twitter ’X Corp.’ (il nome del servizio non è cambiato), e ne ha trasferito la sede legale dal Delaware al Nevada, stato che garantisce maggior discrezione. X Corp. ha una ’casa madre’, la X Holding Corp. Tra l’altro, anche uno dei dieci figli di Musk si chiama X.

Impero multifronte

Musk è fondatore e Ceo di Tesla, di SpaceX (società aerospaziale che tra l’altro ha appena ricevuto la prima licenza per il volo orbitale), The Boring Company (costruzione di tunnel e infrastrutture per trasporto ultraveloce), Neuralink, e ora proprietario unico di Twitter, pagata ben 44 miliardi di dollari e che da ottobre a oggi ha assorbito gran parte del suo tempo e delle sue energie. Gli azionisti di Tesla sono sul piede di guerra per la scarsa attenzione dedicata alla società automobilistica. E potrebbero non gradire la nuova ’distrazione’ dell’AI.