Ecoproteste, via libera alla legge: sanzioni da migliaia di euro e carcere. Cosa prevede

Approvato il Ddl in via definitiva dalla Camera: provvedimenti inaspriti nei confronti di chi provoca danni a beni culturali o paesaggistici

Roma, 18 gennaio 2024 – Il Canal Grande a Venezia tinto di verde, il fango davanti a Palazzo Madama, liquido nero nella fontana di Trevi a Roma. Sono solo alcuni dei blitz ambientalisti degli ultimi anni. Ora arriva la stretta. E’ stato approvato oggi in via definitiva alla Camera il ddl ecoproteste che ora diventa legge. Il provvedimento contro gli ‘eco-vandali’ prevede un inasprimento delle sanzioni nei confronti di chi provoca danni a beni culturali o paesaggistici: dalle sanzioni amministrative agli anni di carcere. A finire nel mirino del Governo sono i gruppi di eco-attivisti tra cui “Ultima generazione” oppure “Extinction rebellion” che contestano le politiche che, a loro avviso, contribuiscono al cambiamento climatico,  con azioni dimostrative su beni culturali e paesaggistici. 

Blitz degli ambientalisti di Ultima Generazione davanti al Senato, maggio 2023 (Ansa)
Blitz degli ambientalisti di Ultima Generazione davanti al Senato, maggio 2023 (Ansa)

Approfondisci:

Condannati tre attivisti che bloccarono la tangenziale di Bologna. Ultima generazione: “Riconosciuto il valore morale dell’azione”

Condannati tre attivisti che bloccarono la tangenziale di Bologna. Ultima generazione: “Riconosciuto il valore morale dell’azione”

Le sanzioni

Nel testo si legge che “chiunque distrugga, disperda, deteriori, renda in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici è punito con una sanzione che va dai 20mila ai 60mila euro”. Se si arriva ad “un uso pregiudizievole per la conservazione o integrità” di questi beni o ad un loro “uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico” la sanzione può oscillare da 10mila a 40mila. L'autorità competente ad occuparsi della materia è il Prefetto e la notifica all'interessato deve avvenire entro 120 giorni dalla commissione del fatto.

I proventi delle sanzioni verranno riassegnati al Ministero della Cultura per il ripristino dei beni danneggiati. Se la sanzione verrà pagata entro 30 giorni dalla notifica, sarà ridotta. Tranne per chi si sia già avvalso di questo beneficio negli ultimi 5 anni.

La detenzione 

La legge modifica due articoli del codice penale: il 635 e il 639. Rischia da 1 a 5 anni di carcere “chiunque distrugga, disperda, deteriori o renda, in tutto o in parte, inservibili beni mobili o immobili durante manifestazioni pubbliche”. Oltre al pagamento di una sanzione amministrativa fino a 10mila euro. Se, invece, il danneggiamento avverrà in musei, pinacoteche o gallerie la reclusione potrà andare da 1 a 6 mesi e la multa potrà essere da 300 a 1.000 euro.