Claudia Rivelli, oggi 71 anni, insieme alla sorella e attrice Ornella Muti, 66 anni, in una foto d’epoca
Claudia Rivelli, oggi 71 anni, insieme alla sorella e attrice Ornella Muti, 66 anni, in una foto d’epoca
di Giovanni Bogani "Droga? Ma la uso per pulire l’argenteria di casa…". Riesce difficile immaginare un dialogo così. Ma è quello che è intercorso fra Claudia Rivelli, sorella dell’attrice Ornella Muti, e i poliziotti della squadra investigativa della Polaria Fiumicino, che la hanno arrestata dopo averle trovato in casa tre flaconi di Gbl, la cosiddetta "droga dello stupro". Non proprio uno sgrassante, o un detergente multiuso: piuttosto, una sostanza pericolosa, potentissima, in grado di inibire la capacità di intendere e di volere. Sciolta in una bevanda, per esempio in un...

di Giovanni Bogani

"Droga? Ma la uso per pulire l’argenteria di casa…". Riesce difficile immaginare un dialogo così. Ma è quello che è intercorso fra Claudia Rivelli, sorella dell’attrice Ornella Muti, e i poliziotti della squadra investigativa della Polaria Fiumicino, che la hanno arrestata dopo averle trovato in casa tre flaconi di Gbl, la cosiddetta "droga dello stupro". Non proprio uno sgrassante, o un detergente multiuso: piuttosto, una sostanza pericolosa, potentissima, in grado di inibire la capacità di intendere e di volere. Sciolta in una bevanda, per esempio in un cocktail, impercettibile, inodore e insapore, rende chi la beve alla mercé dell’altro. Per questo la chiamano "la droga dello stupro".

"Lo uso per pulire l’argenteria, e mio figlio lo usa per lavare la macchina. Infatti questo pacco dovevo spedirlo a lui, che abita a Londra". Si è giustificata proprio così Claudia Rivelli, 71 anni, un passato da attrice di fotoromanzi Lancio – più di quattrocento – negli anni ’70, quando il suo volto bellissimo, acqua e sapone, appariva anche nel Carosello di uno scooter insieme a Gianni Morandi.

A casa della Rivelli c’erano un flacone da un litro appena consegnato da un corriere: un altro era in cucina e un terzo, identico, imballato sul divano di salotto, pronto a essere spedito al figlio dell’attrice.

"Quelle bottiglie le ha ordinate mio figlio su Internet, io non ne sono capace, ha detto la Rivelli ai magistrati. "Una la dovevo mandare a lui perché gli serviva in Inghilterra". Paese dove, evidentemente, è più difficile rifornirsi di detersivi. "Un flacone, comunque, lo tengo sempre a casa per fare le pulizie insieme alla domestica", ha dichiarato la Rivelli. Il plico inizialmente era stato indirizzato alla madre dell’ex attrice, Ilse Renate Krause, morta lo scorso ottobre a 91 anni: poi un altro runner l’aveva consegnato alla Rivelli. Da almeno tre mesi, la polizia era sulle tracce di spedizioni sospette, pacchi provenienti dall’Olanda confezionati in modo tale da evitare controlli.

Il giudice Valentina Valentini ha convalidato l’arresto della Rivelli, poi ne ha disposto il ritorno in libertà, in attesa di giudizio, senza ordinare gli arresti domiciliari chiesti dal pm Mario Pesci. La prima udienza del processo è fissata al prossimo febbraio: Claudia Rivelli è difesa dall’ex marito Paolo Leone, figlio dell’ex presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Sui social, la vicenda non è passata inosservata. "Ma i francobolli di LSD li usa per chiudere i pacchi di Natale?", si chiede un utente di Twitter. Un altro rivela: "L’inchiesta è partita da una denuncia per molestie presentata da una forchetta". "Ormai se sulla lista della spesa non hai quei due flaconi di droga per lo stupro non sei nessuno", commenta un altro.

Diciamo la verità: ci sentiamo un po’ poracci, a lavare i piatti solo col detersivo. Ma ogni tanto, anche noi, per sturare il lavandino, usiamo la Coca. Quella con le bollicine, però.