Lunedì 17 Giugno 2024
CON CALMA, DICIAMO COSÌ, MA POI LA TANTO AT
Cronaca

Dai grillini ai dem Il diktat di Bonaccini "L’ex Iena nel Pd? Prima deve scusarsi"

A Milano il candidato alla segreteria Pd detta le condizioni a Giarrusso "Siamo una comunità aperta ma pretendiamo rispetto". Pesano gli insulti del passato a Roberta Pinotti e al partito

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Con calma, diciamo così, ma poi la tanto attesa frase è arrivata: "Siamo una comunità aperta e accogliente – scandisce il governatore dell’Emilia-Romagna candidato alla segreteria del Pd Stefano Bonaccini –, ma diamo e pretendiamo rispetto. Se Dino Giarrusso vuole iscriversi, prima di tutto si scusi con Roberta Pinotti e con chi ha offeso e mostrando rispetto per questa comunità, che ha attaccato più di una volta con parole e toni che non sono quelli del Pd". Parole pretese da gran parte del Pd dopo che sabato, alla Convention di Bonaccini "Energia popolare", l’ex pentastellato ed ex Iena, era salito sul palco per annunciare la sua intenzione di entrare nelle fila dei dem per sostenere la candidatura del governatore emiliano-romagnolo. Mossa che aveva scatenato imbarazzo e tempesta nell’intero centrosinistra.

Giarrusso, infatti, in passato aveva espresso giudizi non proprio lusinghieri sul partito del Nazareno. Da Enrico Letta a Pinotti (nessuno dimentica l’invettiva contro l’allora ministro della Difesa di avere le "mani sporche di sangue" per le armi usate dall’Arabia Saudita per bombardare lo Yemen con accuse, poi rivelatesi infondate, all’Italia) molti erano finiti nel mirino di Giarrusso. Di qui la bufera sui social e la polemica nel mondo politico. Illustri esponenti (a esempio Piero Fassino) avevano preteso le scuse di Giarrusso. Ma quel che aveva colpito era stato il silenzio del governatore dem. Silenzio rotto a distanza di ore sempre alla convention di Milano. Peraltro, riparla anche il diretto interessato Giarrusso: "Nessuno può dirmi che salgo sul carro del vincitore (accusa del primo cittadino di Firenze Dario Nardella ndr), visto il momento di difficoltà del Pd. È normale che mi attacchino, ma ho una mia forza e sono stato un elettore di centrosinistra prima di scegliere il M5s, ci sono stati ingressi di persone ben più distanti". E ancora: il Pd "aveva commesso errori e smarrito in parte la sua identità, allontanandosi dai lavoratori, dai deboli. Bonaccini lo ricostruirà e io mi metto a disposizione. Trovo il suo progetto il più credibile e ha una chiara origine di sinistra".

Rattoppata in qualche modo (seppur in ritardo) la polemica (ma, assicura qualche dirigente dem, "non finisce qui"), ieri Bonaccini ha provato a tornare sui contenuti. Contenuti di chiara impronta di sinistra. "Voglio un Pd a vocazione maggioritaria", insiste per riprendersi i voti "che se ne sono andati". A un patto: "Da oggi basta autoflagellazione, parte la rimonta del Pd". E, dopo il contenitore, ecco il contenuto: "Siamo la sinistra progressista e riformista che mette al centro il lavoro e le imprese serie che creano occupazione di qualità. Senza impresa non c’è lavoro".

Non mancano, ovvio, i toni forti, specie contro Meloni e il suo governo. Meglio: il suo schieramento: "La destra ha votato contro il Next Generation Eu in Europa e contro il Pnrr in Italia. Ricordiamolo sempre: fosse stato per loro, non avremmo visto un soldo". E ancora: "Siamo più patrioti noi. Ci dovranno ringraziare anche in Italia se avremo due nuovi rigassificatori: lo dovranno all’Emilia-Romagna e alla Toscana. In 4 mesi io e Giani abbiamo autorizzato progetti che, ci dicono gli esperti, in genere richiedono dai 5 ai 10 anni". Cita Ravenna e Piombino. Nella prima ("dove amministriamo noi") il Consiglio comunale si è espresso all’unanimità a favore del progetto. "Mentre a Piombino, dove governano loro, l’amministrazione, guidata da un sindaco di Fratelli d’Italia, ha addirittura impugnato gli atti del governo davanti al giudice". E altro ancora.

Poi, il senatore Carlo Cottarelli, che, sempre dal palco di Milano, ribadisce come "il nostro Paese può diventare il migliore d’Europa nelle mani di Bonaccini". E via di questo passo. Ma lo spettro di Giarrusso rispunta. Implacabile. Uno sfogo illustre, di un attore del calibro di Alessandro Gassmann: "Un partito che continua a essere “riempito“ di individui che non sono richiesti e che nulla hanno a che fare con l’idea iniziale. Un continuo cavallo di Troia lontano dai problemi reali e dal futuro delle nuove generazioni. Non vi voto MAI più". Seguono “like“ a raffica e serrato dibattito...

Francesco Ghidetti