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29 gen 2022

Covid, immuni naturali e casi gravi. Lo studio: "Nei geni il segreto"

Alla ricerca pubblicata da Nature ha collaborato anche l'Italia. Giuseppe Novelli, dell'Università di Roma Tor Vergata: "Si aprono le porte alle terapie personalizzate"

29 gen 2022
pavia - ospedale visite mediche controllo medico - foto torres
Covid Italia
pavia - ospedale visite mediche controllo medico - foto torres
Covid Italia

Roma, 29 gennaio 2022 - Perché in alcune persone il Covid si sviluppa in forma grave, e porta a contrarre polmoniti aggressive, e invece altri sono asintomatici, o addirittura immuni naturali? La risposta potrebbe essere in un gruppo di geni, presenti dal 15% al 20% in coloro che si ammalano in modo grave, specializzato nel distruggere l'interferone, l'unica molecola capace di costruire una barriera contro l'infezione.

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La ricerca, pubblicata dalla rivista Nature, e a cui partecipa anche l'Italia con il gruppo di Giuseppe Novelli, dell'Università di Roma Tor Vergata (e con Istituto San Raffaele di Milano, Università di Brescia, Ospedale Bambino Gesù di Roma), è stata iniziata nel 2022 dal gruppo internazionale coordinato da Jean-Laurent Casanova, della Rockefeller University, in collaborazione con il consorzio Internazionale di genetica 'Covid Human Genetic Effort'.

Lo studio evidenzia non solo i geni che custodiscono i segreti legati alle forme gravi della malattia, ma anche quelli che hanno a che fare con la cosiddetta l'immunità innata, ossia con la capacità di ciascun individuo di difendersi dal virus (Scoperta premiata nel 2011 con il Nobel la Medicina a Bruce Beutler e Jules Hoffmann). 

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Novelli: "Abbiamo dimostrato che buona parte dei malati gravi ha un difetto nella produzione dell'interferone". Nello specifico non riesce a produrre o addirittura distrugge la molecola chiave contro la tempesta di citochine (Una reazione immunitaria esagerata) tipica delle forme gravi di Covid: non vengono prodotte le molecole-sensore che attivano i recettori delle cellule immunitarie chiamati Tlr, che hanno il compito di avvertire del pericolo. Quindi il sistema immunitario non si attiva e non lancia alcun allarme, lasciando al virus la strada libera.

La scoperta, secondo Novelli "apre le porte alla terapia personalizzata" facendo lo screening genetico delle forme gravi. Poi va approfondita l'immunità naturale in individui che non contraggono l'infezione, o il caso di coloro che dopo essere contagiati restano asintomatici. 

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