Lunedì 17 Giugno 2024

Covid, atti al tribunale dei ministri E si indaga anche per fuga di notizie

I magistrati di Brescia vaglieranno la posizione di Conte e Speranza, al governo all’epoca dei fatti. L’ex premier: "Adesso incasso denunce per non aver chiuso a sufficienza, prima per averlo fatto troppo"

di Francesco Donadoni

BERGAMO

Toccherà al Tribunale dei Ministri di Brescia valutare la posizione dell’ex premier Giuseppe Conte e dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza, tra gli indagati dalla Procura di Bergamo nell’inchiesta sulla gestione della prima ondata di Covid in Val Seriana, la zona più colpita d’Italia dalla pandemia, dove tra la fine di febbraio e i primi di marzo 2020 la diffusione del virus era ormai "incontrollabile" a causa, secondo l’accusa, di una serie di ritardi e omissioni dovuti alla mancata istituzione della zona rossa e alla non applicazione del piano pandemico influenzale del 2006, quello che tre anni fa era in vigore in quanto mai aggiornato. Gli atti relativi alla posizione dell’ex premier e dell’ex ministro della Salute sono già stati trasmessi dalla Procura di Bergamo a quella di Brescia: i pm avranno 15 giorni per esaminarli, dopo di che li invieranno al Tribunale dei Ministri.

Nell’indagine Conte e Speranza hanno posizioni diverse. L’ex premier è accusato di non aver istituito la zona rossa nei comuni di Alzano Lombardo e Nembro, l’ex ministro risponde invece solo per la mancata attuazione del piano pandemico: la sua firma appare infatti in fondo a una bozza di decreto per estendere la zona rossa, già operativa nel Lodigiano, in Valle Seriana, che Conte decise di non controfirmare. Era il 4 marzo 2020.

Dove porterà ora l’indagine bergamasca? Sul reato di epidemia colposa, "stando alla Cassazione c’è un problema di configurabilità" mette le mani avanti lo stesso procuratore capo di Bergamo Chiappani. E sulla fuga di notizie la procura orobica ha già aperto un’inchiesta dopo che i legali di alcuni indagati hanno lamentato di aver ricevuto la notifica dell’avviso di chiusura dopo averla letta sui giornali. Dal punto di vista tecnico, invece, l’orientamento è quello di valutare le carte e poi decidere e replicare punto su punto. I difensori avranno 20 giorni per studiare gli atti e chiedere, se lo riterranno opportuno, l’interrogatorio dei loro assistiti o depositare memorie. A quel punto la Procura valuterà le posizioni e deciderà se procedere con una richiesta di rinvio a giudizio oppure archiviare.

L’ex premier Conte ha già ribadito di essere "assolutamente tranquillo e a disposizione. Ho già fornito ai procuratori tutte le informazioni in mio possesso e adesso, se ce ne sarà occasione, fornirò ancora la massima disponibilità. Ora incasso denunce per non aver chiuso a sufficienza, in precedenza invece per averlo fatto troppo", ha commentato. L’ex ministro della Salute Speranza, amareggiato per aver appreso notizie dalla stampa, spiega che "chiunque abbia avuto una responsabilità nella gestione della pandemia debba essere pronto a renderne conto".