Giovedì 18 Aprile 2024

Covid, lo studio Usa: aspettativa di vita diminuita di 1,6 anni in tutto il mondo

Sono questi i risultati dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) sugli effetti globali prodotti dalla pandemia

Uno studio dell'università di Washington evidenzia come il Covid abbia abbassato l'aspettativa di vita

Uno studio dell'università di Washington evidenzia come il Covid abbia abbassato l'aspettativa di vita

Bologna, 12 marzo 2024 – Il Covid-19 ha causato un calo dell’aspettativa di vita media di 1,6 anni per le persone di tutto il mondo. Questo è il risultato di uno studio condotto dagli esperti dell'Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell'università di Washington negli Stati Uniti. Si tratta di una brusca inversione di tendenza rispetto alla crescita che, ormai da decenni, registrava l’aspettativa di vita. "Per gli adulti di tutto il mondo, la pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto più profondo di qualsiasi altro evento visto in mezzo secolo, compresi i conflitti e le catastrofi naturali", spiega, Austin Schumacher, ricercatore dell’IHME e primo firmatario della ricerca.

Dall’analisi, nei primi due anni della pandemia (2020-2021), risulta che l’aspettativa di vita sia diminuita dell’84%. I ricercatori hanno stimato che il tasso di mortalità per le persone di età superiore ai 15 anni è aumentato del 22% per gli uomini e del 17% per le donne. Tra i Paesi più colpiti dagli effetti del Covid-19 ci sono il Perù, la Bolivia e il Messico, in cui l’aspettativa di vita si è ridotta drasticamente. 

Tuttavia, le stime aggiornate dello storico studio dell’IHME, ‘Global Burden of Disease’, ha evidenziato un progressivo calo della mortalità infantile dal 2021. Secondo la ricercatrice Hmwe Hmwe Kyu, questo dato rappresenta un traguardo importante, indice di un “incredibile progresso”, affermando che il mondo debba “concentrarsi ora sulle disparità di salute tra i vari Paesi”. 

Le stime degli esperti riportano che il Covid-19 sia stato responsabile di 15,9 milioni di morti in eccesso nel periodo 2020-2021, o per causa diretta o per complicazioni dovute al virus. Si tratta di un milione di morti in eccesso in più rispetto a quanto precedentemente stimato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Non tutte le nazioni, però, sono state colpite pesantemente dalla pandemia: Barbados, Nuova Zelanda e Antigua e Barbuda sono tra i Paesi meno interessati dal virus, con un tasso di mortalità piuttosto ridotto. Testimonianza del fatto che la loro posizione isolata abbia ridotto il peso della malattia. 

Lo studio dell’IHME ha inoltre messo in evidenza ulteriormente il gelo demografico che sta caratterizzando i Paesi più ricchi, la cui popolazione è in calo, mentre crescono quelle dei Paesi ancora in via di sviluppo. Questa dinamica, secondo Schumacher, apre nuove sfide sociali, economiche e politiche, come la carenza di manodopera nelle zone in cui la popolazione diminuisce. Secondo il ricercatore dell’IHME "le nazioni di tutto il mondo dovranno cooperare per l'emigrazione volontaria".