Attacco al consolato Usa di Firenze, il professor Vidino: "Gesto dimostrativo di un lupo solitario”

L’esperto di estremismo: “Il messaggio è assolutamente credibile. Opera di un radicalizzato che simpatizza per i miliziani palestinesi. Lo scopo? Fare paura”

Roma, 3 febbraio 2024 – “È quello che temevamo potesse succedere". Così il professor Lorenzo Vidino, fiorentino, direttore del “Program on extremism“ della George Washington University, esperto di estremismo in Europa e Nord America.

Qual è la sua valutazione del video di rivendicazione?

"È una rivendicazione assolutamente credibile. Il soggetto che compare, lo dico con tanti condizionali, potrebbe anche essere una sorta di avatar, un figurante della voce che enuncia la rivendicazione".

Lorenzo Vidino, direttore  del “Program on extremism“ della George Washington University America
Lorenzo Vidino, direttore del “Program on extremism“ della George Washington University America

Cosa ci dicono la modalità di attacco e la scelta del target?

"Al momento io non darei come la più probabile l’ipotesi che sia un’azione effettuata da un gruppo jihadista organizzato. Si potrebbe piuttosto supporre che ad agire è stato un soggetto autoradicalizzato, un lupo solitario chiaramente ispirato non solo dalla causa palestinese ma anche da Hamas, che si attiva con modalità e con scelte tutte sue. Un soggetto che utilizza gli strumenti che ha o dei quali può facilmente dotarsi, come le molotov, per compiere una azione terroristica. Ma sembra un’azione a scopo puramente dimostrativo".

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Più probabilmente un’azione condotta da un singolo soggetto rispetto a un piccolo gruppo?

"Con tutte le le cautele, dalle modalità di azione direi un singolo soggetto, sì, che vuole dimostrare il suo supporto alla causa".

Potrebbe essere un occidentale autoradicalizato?

"Un mio consulente mi dice che parla un arabo perfetto, con un accento non del Nordafrica ma del Levante: quindi palestinese, libanese, siriano o iracheno. Il che non è conclusivo perché il testo potrebbe essere stato letto da qualcun altro, ma, a caldo, questa è la valutazione".

Che significa la scelta del consolato di Firenze come target?

"Troppo presto per dirlo. Magari vive in Toscana, conosce la città, sa come scomparire velocemente dopo l’azione. I lupi solitari spesso agiscono in un contesto che conoscono".

Sul merito della rivendicazione, invece?

"È la retorica che si vede nel mondo islamista radicale, ricalca le dinamiche classiche, anche se osservo che non fa il solito video pieno di riferimenti religiosi. Ce ne sono un pò, ma con misura. Il target non è il mondo dei simpatizzanti del radicalismo islamista ma una audience occidentale in generale. L’obiettivo è fare pressione, creare paura".

Quindi è tutto da dimostrare che la promessa di azioni successive sia reale?

"Che esista una tensione importante in un certo mondo, è chiaro. Basta vedere le manifestazioni di piazza che ci sono in Europa. E quel mondo è attivissimo anche online. È ipotizzabile che da quella bolla di radicalismo qualcuno si sia attivato. Nessuno sa gli sviluppi futuri".

Ma nel caso si potrebbero ipotizzare altre azioni su obiettivi “soft“ anche senza uso di armi da fuoco, che chi ha colpito a Firenze probabilmente non ha? Un attacco usando coltelli o altre armi da taglio?

"Le armi da fuoco si possono pure trovare. Ma questo premesso aspetterei a farne un trend. Potrebbe essere un grande bluff, un anarco-isurrezionalista che si è divertito a fare un “deep fake“, o potrebbe essere un autoradicalizzato che punta solo a seminare il terrore. La grande paura di tutti gli addetti ai lavori è che si attivino sia autoradicalizzati sia veri e propri nuclei di Hamas, come quelle fermati attorno a Natale in Olanda, Germania, Danimarca, Svezia. Non a caso, da inizio ottobre questo mondo è molto “attenzionato“ da chi di dovere, che ritengo abbia spostato in questa attività anche risorse importanti".