Sabato 13 Luglio 2024

Museo Egizio di Torino, la destra contro il direttore Greco. Crippa (Lega): “Razzista con italiani e cristiani. Va cacciato”

Nel 2018 l’egittologo offrì il biglietto gratis alle coppie arabe, suscitando le ire di Meloni. Ora le forze di governo tornano fare pressing. Il vicesegretario leghista: “Sangiuliano lo rimuova”. No comment del ministro. Schlein: “Attaccato dal governo perché non allineato”

Giorgia Meloni e Christian Greco davanti al Museo Egizio nel 2018. La presidente di FdI protestava contro il biglietto gratis alle coppie arabe (Ansa)

Giorgia Meloni e Christian Greco davanti al Museo Egizio nel 2018. La presidente di FdI protestava contro il biglietto gratis alle coppie arabe (Ansa)

Torino, 21 settembre 2023 – Il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, ancora nel mirino della destra. L’ultimo attacco arriva dal vicesegretario della Lega, Andrea Crippa, che oggi incalza: “Ha gestito il museo in modo ideologico e razzista, contro gli italiani e i cittadini di religione cristiana. Faccia un gesto di dignità e si dimetta. Chiediamo al ministro della Cultura Sangiuliano di cacciarlo se non si dimette lui”. L’invettiva del leghista ha sollevato un polverone di reazioni. Per ora Sangiuliano non commenta. "Sono a Milano, non parlo di Torino”.

Meloni contro Greco nel 2018

L’insofferenza per Greco a destra nasce nel 2018, quando l’egittologo, che dirige il museo dal 2014, ebbe l’idea – malaugurata secondo i suoi detrattori – di offrire un biglietto gratis alle coppie di lingua araba. Quella volta si prese le ire di Giorgia Meloni, all’epoca ‘solo’ presidente di Fratelli d’Italia.  Evidentemente l’episodio non è stato digerito. 

A riaprire un ‘caso-Greco’ è stato due giorni fa l’assessore regionale al welfare di FdI. In un’intervista al Corriere di Torino, Maurizio Marrone, laureato in giurisprudenza, ammette “le doti manageriali non comuni” del direttore ma “ritengo esistano figure potenzialmente più qualificate che sono state penalizzate non dico per la direzione, ma addirittura per un posto nel cda del museo”. Il riferimento implicito – ricorda Il Manifesto – è “all’egittologo Francesco Tiradritti, la cui nomina nel Cda del Museo Egizio, sostenuta dalla giunta regionale di centrodestra, era stata respinta dagli altri soci (Mic, Città di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt) della Fondazione Museo delle antichità egizie”.

"Non replico nulla, non faccio politica, mi dedico all'antico e non alla contemporaneità – aveva commentato Greco –.  Sono un egittologo e lo rimarrò anche se dovessi andare a servire cappuccini in un bar di Porta Nuova. Ho già detto che mi piacerebbe che il direttore fosse invisibile, che parlasse la sua squadra. Oggi abbiamo una squadra di 70 persone, un museo che scava in Egitto, stiamo lavorando per il bicentenario. Il direttore può essere utile, ma non è indispensabile, l'istituzione va avanti. Qui ci sono oggetti che hanno una vita media di 3.500 anni. I direttori passano, il museo rimane qui da 200 anni”.

Solidarietà bipartisan all’egittologo

Dopo le parole di Marrone, Greco ha raccolto la solidarietà del consiglio di amministrazione del Museo che in una nota ribadisce la sua fiducia e ricorda come “in base all'articolo 9 dello statuto la nomina e revoca del direttore spetta esclusivamente al cda”. “Massimo supporto della comunità scientifica”, viene espresso in una lettera aperta firmata da 92 egittologi italiani, membri del Comitato Scientifico del Museo Egizio, Tine Bagh per conto del Comité international pour l'égyptologie e Tarek Tawfik, presidente dell'Associazione Internazionale degli Egittologi. Chiara Gribaudo, vicepresidente del Pd, ha parlato di “destra oscurantista”. Chiara Appendino, deputata del M5S, ha chiesto in un'interrogazione l’intervento del ministro Gennaro Sangiuliano.

Anche a destra c’è chi si è schierato con Greco. Per l'assessora regionale alla Cultura del Piemonte, Vittoria Poggio, “è manager di grande competenza e valore come dimostrano i risultati raggiunti dal Museo Egizio”. Perfino Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura, pura ammettendo il “lungo mandato di Greco” afferma che il direttore “non merita la critica severa di Maurizio”. Greco è “spirito libero, condizione senza la quale non si può dirigere efficacemente uno dei più grandi musei del mondo”. 

Le parole di Cirio

E, in serata, parla anche il governatore del Piemonte, Alberto Cirio. “Basta polemiche. Basta strumentalizzazioni – dice il presidente della Regione – . Non ho voluto intervenire nei giorni scorsi su questa vicenda perché l'ho ritenuta totalmente strumentale. Non si può costruire una caccia alle streghe sulla base di una opinione personale espressa da un mio assessore”.

L'opinione di Marrone “proprio perché personale – minimizza Cirio – rappresenta un suo legittimo pensiero, che come tale meriterebbe comunque rispetto, ma che non impegna l'Istituzione”. “Riconosciamo infatti come Regione al direttore Greco – aggiunge il governatore piemontese – grande preparazione e capacità. Io sono una persona pragmatica, per me contano i risultati e con Greco i risultati sono arrivati. Basta con questi tentativi di dividere sempre in buoni e cattivi. Marrone è un mio ottimo assessore, così come Greco lo ritengo un ottimo direttore. Lasciamoli lavorare”.

L’attacco di Crippa 

Intanto però l’intervento dell’assessore Marrone non è rimasto isolato. “Qualche anno fa Greco decise uno sconto solo per i cittadini musulmani e io chiesi ai cittadini di protestare inondando il centralino di telefonate – spiega il vicesegretario della Lega Andrea Crippa –  Lui mi denunciò, fui condannato in primo grado e assolto in secondo, vincendo la causa. E' un direttore di sinistra che ha gestito il Museo Egizio di Torino in modo ideologico e razzista. Ha fatto sconti solo per i musulmani e mai per chi professa altre religioni. E' un razzista contro italiani e cristiani. Si dimetta subito, farebbe più bella figura”. Altrimenti “va cacciato”. 

Schlein: “Greco attaccato perché non allineato”

L’intervento di Crippa ha sollevato un polverone di reazioni politiche oggi. “Greco dirige il Museo Egizio con grande professionalità e competenza, portando risultati concreti – commenta la segretaria del Pd Elly Schlein – Da settimane è sotto l'attacco delle destre per un'unica ragione, non essere, secondo loro, allineato alle posizioni del governo. È un fatto grave nel merito e nella sostanza, e tradisce la mania di controllo che ha Giorgia Meloni. Lo abbiamo visto con l'occupazione della Rai, con Inps e Inail, con il centro sperimentale di cinematografia. È una concezione proprietaria delle istituzioni e della cultura che noi non possiamo accettare”. 

Fratoianni (Avs): “Tornate nelle caverne”

“Cacciare, epurare… è lo slogan preferito dai leghisti, affamati di potere e di controllo politico su tutto. Tornino nelle caverne piuttosto, e rispettino il mondo della cultura, il pluralismo e le Istituzioni". Lo scrive su Twitter il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlamentare dell'Alleanza Verdi Sinistra, dopo la richiesta al ministro Sangiuliano del vicesegretario della Lega di cacciare il direttore del Museo Egizio di Torino.

Fassino: “Da Crippa diktat indecente” 

“Una manifestazione di primitivismo e rozzezza che va respinta nel modo piu fermo da tutti coloro, di qualsiasi colore, che credono nella cultura e nella sua autonomia”. Così Piero Fassino, deputato del Partito democratico e già Sindaco di Torino stigmatizza le dichiarazioni del vicesegretario della Lega Crippa. “Christian Greco è uno dei principali egittologi a livello mondiale ed è stato nominato al termine di una selezione severissima gestita da una Commissione indipendente di esperti (...) Crippa vorrebbe cacciare Greco, dimostrando una inaccettabile concezione padronale delle istituzioni e l'assoluto disprezzo per le competenze. Dal Ministro della Cultura ci aspettiamo che rispedisca al mittente l'indecente diktat di Crippa”. 

Calenda: “Uno dei musei migliori”

“L'anno scorso ho portato i ragazzi al Museo Egizio di Torino. Come ebbi modo di scrivere mi è sembrato uno dei musei meglio gestiti, allestiti e organizzati d'Italia. Rimuoverei piuttosto chi chiede di rimuovere #ChristianGrieco”. Lo scrive il leader di Azione Carlo Calenda su Twitter.