Lunedì 27 Maggio 2024

Caso Pozzolo, la procura chiude le indagini. “Escluso il coinvolgimento di altre persone”

Il deputato di Fratelli d’Italia è l’unico indagato per lo psaro nella notte di capodanno in cui è rimasto ferito un uomo

Emanuele Pozzolo, deputato di Fratelli d'Italia (ImagoE)

Emanuele Pozzolo, deputato di Fratelli d'Italia (ImagoE)

Biella, 5 aprile 2024 – La procura di Biella ha chiuso le indagini sul caso del deputato Emanuele Pozzolo e del colpo sparato dalla sua pistola durante la festa dello scorso Capodanno a Rosazza, nel Biellese. Il parlamentare di Fratelli d'Italia, che risulta essere l'unico indagato, è accusato di lesioni colpose (un uomo è rimasto ferito, ndr), porto illegale di arma da fuoco e di munizionamento in luogo pubblico o aperto al pubblico, omessa custodia di armi.

"Sin dall'acquisizione delle sommarie informazioni testimoniali" da parte dei magistrati e dei carabinieri di Andorno Micca, è emersa "la riconducibilità dei reati provvisoriamente contestati all'onorevole Pozzolo", spiega la procuratrice capo della Repubblica di Biella, Teresa Angela Camelio. Anche i successivi esami, dallo Stub eseguito dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Biella su Pozzolo e nei locali della Pro Loco di Rosazza, ai successivi accertamenti tecnici eseguiti in contraddittorio con la difesa dal Laboratorio Ris di Parma "hanno confermato – aggiunge la procuratrice –  l'ipotesi iniziale e hanno escluso l'eventuale coinvolgimento di terze persone".

Conferme importanti anche dalla consulenza tecnica balistica, svolta dal perito Raffaella Sorropago, che, dice ancora la procuratrice, "ha accertato la piena sovrapponibilità del narrato delle persone informate sui fatti e in particolare quelle della persona offesa e non ha riscontrato la ricostruzione alternativa fornita originariamente dall'on. Pozzolo al momento dei fatti".

Gli inquirenti sottolineano che gli approfondimenti delle indagini preliminari hanno fatto emergere anche altri profili di possibili reati. "La pistola dalla quale è stato esploso il colpo – spiega ancora Camelio – non poteva essere portata in luogo pubblico e/o aperto al pubblico, poiché detenuta esclusivamente in regime di collezione". Infine, conclude il giudice, "è emerso" che l’arma in questione "non poteva essere portata in luogo pubblico e/o aperto al pubblico poiché ‘espansivo’ e, pertanto, rientrante nel cosiddetto ‘munizionamento da guerra’".

Ora Pozzolo avrà facoltà entro venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa a investigazioni del difensore, e anche di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto a interrogatorio. Sarà poi il pubblico ministero a formulare la richiesta di rinvio a giudizio, su cui deciderà il giudice delle indagini preliminari.