Mercoledì 19 Giugno 2024
NINO FEMIANI
Cronaca

Capitano Ultimo (Libertà): "Togliamo i diritti politici ai mafiosi e ai loro parenti"

Il generale dei carabinieri Sergio De Caprio, noto come "capitano Ultimo", si candida alle Europee con la lista Libertà per portare in Europa la sua visione di un'Europa dei Comuni e della transizione ecologica, con proposte concrete e un forte impegno sociale.

Capitano Ultimo (Libertà): "Togliamo i diritti politici ai mafiosi e ai loro parenti"

Capitano Ultimo (Libertà): "Togliamo i diritti politici ai mafiosi e ai loro parenti"

Il generale dei carabinieri, Sergio De Caprio, il "capitano Ultimo", l’uomo che catturò il "capo dei capi", Totò Riina, è in campo con la lista Libertà (Cateno De Luca) per le Europee nelle circoscrizioni Sud, Centro e Nord Ovest. Ha tolto il passamontagna e si candida in Europa. Stavolta, per usare una battuta, ci mette la faccia.

"Perché scendere in politica significa cercare e ottenere la fiducia delle persone. Quindi ci dobbiamo guardare senza maschere".

"Capitano Ultimo", il cacciatore di boss con il suo passamontagna, lo consegna, quindi, alla storia?

"Non cerco un’immagine da eroe. Mi sono coperto il volto perché era l’unica difesa contro Cosa Nostra, i cui capi hanno deliberato più volte di uccidermi e non hanno mai ritirato la fatwa contro di me. Non era un gioco, né era mia ambizione stare in pubblico a volto coperto. L’unica mia difesa era questa, oltre alla scorta".

È ancora scortato?

"Sì, ma il ministro dell’Interno Piantedosi ha più volte detto che intende togliermela".

"Capitano Ultimo" eroe, ma anche uomo scomodo. Ci spiega come lo è diventato?

"Scomodo per i potenti e per chi pratica il dominio e il sopruso, peggio per loro. Ho applicato sempre le norme e a difesa dei più deboli".

Qual è il punto identitario che intende portare in Europa?

"Voglio affermare che l’Europa dovrà essere la somma dei suoi 88 mila municipi. Penso a un’Europa dei Comuni che svolgano una politica basata sull’autodeterminazione. Per fare questo dobbiamo dare agli enti locali un minimo di autonomia economica".

Facile a dirsi…

"Ho pensato, con gli amici della lista di Cateno De Luca, che l’unica risorsa può arrivare dalla vendita dell’energia rinnovabile, per l’Italia soprattutto il fotovoltaico. Vorrei dare 8 ettari di fotovoltaico ai Comuni italiani in modo che ognuno possa avere 600 mila euro da spendere per la propria comunità. Per me transizione ecologica significa dare risorse ai Comuni. Niente poesie, ma fatti concreti".

Qual è la percezione della sua candidatura?

"Positiva, la gente si rende conto che sono uno di loro, che sono entrato in politica per costruire il bene comune e spazzare via questa politica parassitaria che ha prodotto povertà e debito".

Transizione ecologica, amore per la natura e i rapaci, valorizzazione dei fragili e dei disabili attraverso il suo centro e la sua onlus. Generale, sarà mica lei l’anti-Vannacci?

"Aiutare i poveri e i deboli viene prima della politica. Vannacci dice cose diverse? È un problema suo, può dire quello che vuole. Poi sta agli elettori capire le differenze".

Togliere i diritti politici e l’accesso al lavoro ai mafiosi e ai loro parenti che non si dissociano. È una proposta choc.

"Dobbiamo cancellare le cosche che si riproducono per linee parentali e di sangue, ma spesso cancelliamo solo i consigli comunali infiltrati. Allora togliamo i diritti politici anche ai familiari dei mafiosi, parenti di primo e secondo grado, a meno che non dimostrino che hanno ripudiato i padrini che non collaborano"

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