Venerdì 14 Giugno 2024
NINO FEMIANI
Cronaca

Campi Flegrei, il geologo Tozzi: "C’è un supervulcano, folle edificare nell’area. Eruzione? Improbabile"

Il divulgatore scientifico: il magma è a 5mila metri, si può stare tranquilli. "Per sicurezza, però, vanno fatte esercitazioni per un eventuale maxi esodo"

Roma, 22 maggio 2024 – “Le scosse sono dovute alla sollecitazione della crosta terrestre, alla spinta dal basso di qualcosa che preme. Che questa cosa che prema siano fluidi idrotermali in testa alla colonna magmatica, cioè caldi, liquidi e gassosi, oppure che sia magma che spinge, non lo sappiamo. E la differenza fra le due ipotesi è importante". Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, è uno dei volti più amati della tv, autore di trasmissioni di grande successo come ‘Gaia il pianeta che vive’, ‘Atlantide’, o ‘Sapiens’ che proprio sabato prossimo su Rai3 concentrerà la puntata ai Campi Flegrei.

Il geologo Mario Tozzi, 64 anni
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Fluidi o magma, la differenza non è da poco. Ce la può spiegare?

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"Se si tratta di fluidi, beh l’allarme può continuare un po’, ma potrebbe rientrare. Se è il magma che spinge vuol dire che siamo prossimi a un’eruzione. A quello che so il magma è al momento a 5mila metri e quindi possiamo stare tranquilli".

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Sollevamento del suolo e terremoti: una successione di eventi da togliere il sonno.

"Stiamo di fronte a un fenomeno fisico, una crisi di bradisismo in atto da anni con un sollevamento parecchio pronunciato. E i terremoti sono intimamente connessi a questi fatti. Una situazione paragonabile a quella degli anni Ottanta, come tipo di sequenza".

Stavolta abbiamo terremoti di una certa intensità, quello di lunedì sera è stato di magnitudo 4,4 e si teme che possano essercene di ancora più forti.

"Non mi focalizzerei su questo, anche se capisco che la gente abbia paura. La preoccupazione è per lo stato di cose in cui si trovano i Campi Flegrei. È come se migliaia di persone fossero seduti su un supervulcano e invece di tenerlo sotto controllo e attenzionato, che fanno? Ci costruiscono sopra un ospedale, un ippodromo, una base militare, una città da 80mila abitanti. Qualsiasi cosa succede lì è un problema".

La gente che vive nei Campi Flegrei è sospettosa, teme che non le venga detto tutta la verità da parte degli scienziati. È una diffidenza motivata?

"No, affatto. Questa è una delle aree vulcaniche più sorvegliate al mondo e le osservazioni sono condivise dalla comunità scientifica mondiale. Poi diciamolo: la cosa più sensata è dire la verità, anche se è dura e bisogna evacuare. Nessuno si prenderebbe la responsabilità di perdere delle vite".

Qualcuno sostiene che i provvedimenti assunti siano insufficienti. Lei cosa ne pensa?

"E quali provvedimenti bisognava assumere? Qui stiamo parlando di un posto che doveva essere un grande parco naturale e, invece, è abitato da 600mila persone. E ancora c’è gente che continua a venire qui perché è un posto splendido. Quindi non mi venite a raccontare la storia dello Stato malvagio. La verità è che lì non ci dovevano venire ad abitare, la gente non ci doveva stare. Questo è il primo punto che bisogna tenere a mente. Di trenta bocche eruttive solo due o tre si riconoscono ancora, le altre sono state cancellate dal cemento".

E le vie di fuga?

"Ci sono un piano di evacuazione e uno di esodo perché se ci fosse una tremenda eruzione lì non potresti più tornare . Semmai potremmo obiettare sulle esercitazioni che sono state poche perché la gente non le vuole fare".

C’è una responsabilità degli amministratori locali?

"Hanno consentito l’inconsentibile. A un certo punto bisognava dire stop alle costruzioni e all’arrivo di altre famiglie, ricordandoci che sono posti pericolosi, e che nel 1538 è nato da sotto la zappa il Monte Nuovo. E invece continuiamo a far finta di nulla".