Bomba sul rapido 904, si riaprono le indagini. "La mafia contro lo Stato"

Il 23 dicembre 1984 ci furono sedici morti nella galleria dell’Appennino

La strage del treno 904 avvenne due sere prima di Natale nel 1984: il bilancio fu di 16 vittime

La strage del treno 904 avvenne due sere prima di Natale nel 1984: il bilancio fu di 16 vittime

Firenze, 10 febbraio 2024 – La strategia mafiosa di attaccare lo Stato, per intimidirlo e costringerlo a trattare, sarebbe iniziata il 23 dicembre del 1984, con la strage del rapido 904. Ne è convinta la Dda di Firenze, che, a quasi 40 anni di distanza dall’esplosione sul treno Napoli-Milano, nella galleria dell’Appennino tra Firenze e Bologna, che provocò 16 morti e 260 feriti, ha riaperto le indagini. Già alla fine del 1984, con le dichiarazioni del pentito Tommaso Buscetta e i mandati di cattura emessi da Giovanni Falcone in vista del maxiprocesso (il cosiddetto blitz di San Michele), Cosa nostra, guidata da Totò Riina, si sarebbe sentita minacciata. E per tutta risposta, avrebbe spostato in Continente il terreno dello scontro, come avverrà anche nelle sanguinose stragi degli anni ’90 che colpirono Milano, Roma e Firenze. A sostegno di questa tesi, portata avanti dai pm Luca Tescaroli e Luca Turco, anche alcune componenti della bomba che venne caricata, nel pomeriggio del 23 dicembre del 1984, alla stazione di Santa Maria Novella su una carrozza di seconda classe. C’era ad esempio il Semtex, esplosivo proveniente dall’arsenale mafioso di contrada Giambascio e di San Giuseppe Iato e presente negli attentati mafiosi degli anni ’90, e c’era una similitudine tra i telecomandi “Telcoma System“ utilizzati per l’attentato al treno del 1984 e la strage di via D’Amelio di otto anni dopo.

Ma la Dda, seguendo il filo dell’esplosivo, ha acceso un faro anche su altri misteri fiorentini non chiariti: l’esplosione che distrusse una palazzina – senza vittime – in via Toscanini, il 5 novembre del 1987, e un attentato a un ufficio postale in via Carlo D’Angiò, il 13 agosto 1985. In entrambi gli episodi la stessa miscela usata sul treno e dalla mafia. Firenze, infine, ha avuto un ruolo anche nei depistaggi negli anni ’80: i barattoli di latta con un foro, identici a quelli usati per l’operazione “Terrore sui treni“, mirata a creare una falsa pista sulla strage della stazione di Bologna, erano nascosti in una base coperta del Sismi in via Sant’Agostino.