Grafico di simulazione delle ripercussioni sulle tasse col nuovo bilancio
Grafico di simulazione delle ripercussioni sulle tasse col nuovo bilancio

Bologna, 15 gennaio 2015 - Tutto quello che poteva essere aumentato è stato aumentato, almeno in termini di tasse e tributi. La giunta ha presentato ieri il Bilancio di previsione 2015, senza dubbio il più difficile di tutto il mandato di Virginio Merola, perché le minori entrate sull’anno precedente hanno toccato l’inedita e ragguardevole cifra di 54,4 milioni di euro. Di cui «l’80% (poco più di 41 milioni; ndr) imputabile a provvedimenti statali» dicono il sindaco e la sua vice, con delega sui conti, Silvia Giannini.

Primo fra tutti, il blocco all’aumento dell’aliquota Tasi sulle prime abitazioni deciso dal governo, che il Comune era già pronto a mettere in campo facendo salire in modo automatico il prelievo dal 3,3 al 4,3 per mille. Privato di questa leva fiscale, Palazzo d’Accursio si è trovato a dover trovare altre soluzioni per far quadrare il bilancio, che Merola ha definito «di battaglia», «in movimento» e «dinamico». Nel senso che sarà approvato entro il 31 marzo, ma se arriveranno maggiori risorse da Roma il Comune sarà pronto a cambiarlo, con la priorità di rivedere gli aumenti dei tributi.

Le tasse. Sale l’addizionale comunale Irpef, che passa dallo 0,7 allo 0,8 per cento (l’aliquota massima). La misura non interessa quei 90mila contribuenti bolognesi che, dichiarando meno di 12mila euro lordi l’anno, sono già esenti dal pagamento. Da questa misura – che «entrerà in vigore dal 1° gennaio 2016» ha specificato Merola – il Comune incasserà 6,5 milioni di euro. La vera stangata riguarda però le seconde case affittate a canone concordato, la cui aliquota Imu passa dal 7,6 al 10,6 per mille (il massimo), misura dalla quale arriveranno altri 6 milioni di euro. Un intervento che interessa circa 10mila abitazioni.

Cancellate anche le agevolazioni per quelle 4.000 seconde case date dai genitori ai figli in comodato d’uso gratuito. Ulteriori 2,5 milioni verranno dall’aumento del 3% della Tari, la tassa sui rifiuti, dovuto a una normativa regionale che riconosce al gestore un adeguamento della tariffa per copire i costi di trattamento dei rifiuti indifferenziati. Dal 1° febbraio crescerà anche la tassa di soggiorno che pagano gli alberghi, e da qui arriverà un altro milione di euro. In totale l’aumento di tasse e tributi (Irpef, Imu, Tari, tassa di soggiorno) sarà di 16 milioni.Cosa cambierà per le famiglie bolognesi? Una che vive in un appartamento di 70 mq e dichiara 25.914 euro lordi l’anno pagherà 32 euro di tributi in più all’anno (26 di Irpef e 6 di Tari), mentre una che vive in una casa di 80 mq e dichiara 36.410 euro ne pagherà 43 in più (36 di Irpef e 7 di Tari).

I risparmi. I dettagli non sono ancora ben chiari, ma il Comune taglierà 13,3 milioni di ‘consumi specifici’ dei singoli assessorati e dipartimenti di Palazzo D’Accursio, senza andare a incidere sui servizi né sugli investimenti e sulla cura e manutenzione della città. In concreto, ogni settore ha dovuto ridurre del 9% le previsioni di budget per il 2015, limando su qualsiasi spesa possibile ritenuta non indispensabile. In più sarà ridotto del 55% l’accantonamento previsto per un particolare fondo del Bilancio, manovra che vale altri 10,5 milioni di minori uscite (da ripianare però entro fine anno). La priorità della spesa comunale sarà garantire i servizi scolastici ed educativi, socio-assitenziali e sulla mobilità sostenibile.

Le multe. Il Comune si aspetta di incassare 3 milioni in più del 2014 dalle sanzioni, grazie soprattutto all’installazione di nuove telecamere di telecontrollo (Sirio, Rita, i primi due autovelox fissi attesi da tempo in via Stalingrado e sui viali) e un altro milione con l’aumento del costo della sosta sulle strisce blu, sia con la realizzazione di nuove zone a pagamento già previste (come alla Corticella e al San Vitale) sia rimodulando la tariffe negli stalli già esistenti, in particolare nella corona semi-centrale. Altre risorse giungeranno poi con un innalzamento del costo dei permessi per l’accesso alla Ztl e dei diritti di istruttoria per le occupazioni di suolo pubblico.

Le altre entrate. Sei milioni sono attesi dalla valorizzazione di una serie di immobili demaniali, altri tre dalla lotta di Palazzo D’Accursio all’evasione fiscale, mentre altri 2,5 milioni sono composti da misure varie (maggiori rimborsi per gli uffici giudiziari e rimborso Tari dalle scuole, tra le altre).