Venerdì 14 Giugno 2024

Barricato in casa da giorni Ex militare ora tratta la resa

A Pordenone coprifuoco e negozi chiusi: 300 residenti bloccati. L’uomo è armato

Barricato in casa da giorni  Ex militare ora tratta la resa

Barricato in casa da giorni Ex militare ora tratta la resa

Ci sono volute 36 ore, ma nel tardo pomeriggio si è aperto un canale di dialogo tra l’ex militare friulano di 55 anni, asserragliato da mercoledì mattina nella propria abitazione di

Cordovado, in provincia di Pordenone, e i negoziatori dei carabinieri. L’uomo avrebbe avviato un’interlocuzione con gli specialisti dell’Arma dopo i video minacciosi postati negli ultimi due giorni sul suo canale YouTube. Uno spiraglio di dialogo che fa crescere la speranza di un epilogo in cui non sia necessaria un’irruzione da parte delle forze speciali, che continuano a presidiare l’area. La giornata di ieri è stata contrassegnata proprio dai monologhi affidati alla Rete dall’uomo, che ha comunque sempre mantenuto un atteggiamento di non belligeranza. "Io amo la vita, io amo tantissimo la vita, lo dico e lo ripeto: devi portarmi all’insano gesto, devi faticare, però, perché io sono estremamente stabile fisicamente e mentalmente", aveva detto, nella tarda mattinata di ieri, rivolgendosi al negoziatore, con cui non aveva ancora accettato di parlare al telefono.

In precedenza, il 55enne – che da due anni e mezzo faceva una vita da autorecluso nella propria abitazione, dopo la carriera militare e il lavoro di consulente aziendale – aveva reso nota una circostanza riguardante le armi. Gli stessi oggetti che sono al centro del suo rifiuto a consegnarsi alle autorità, non volendo che i carabinieri procedano al loro sequestro.

"Mi ero offerto tempo fa, con la presentazione dell’esposto alla magistratura, per l’aggressione con il rottweiler, il 24 aprile 2021, se non ricordo male, di consegnarle alla stazione dei carabinieri affinché nessuno le usasse come pretesto nei miei confronti. Mi è stato detto che era impraticabile".

In questo contesto, la piccola comunità di Cordovado – di fatto bloccata da ieri mattina, con il centro cittadino off limits e 300 persone bloccate in casa e molte costrette a dormire in albergo – si è divisa sulla vicenda: "Non si può bloccare un intero paese per una creatura umana": ha detto una residente. La donna, un’anziana, si è fatta portavoce del malcontento di molti concittadini: "Le attività commerciali del centro non sono raggiungibili: speriamo che questa vicenda si risolva al più presto, perché coinvolge davvero tante persone. L’auspicio di tutti è che quest’uomo, che quasi nessuno di noi ha mai incontrato, si consegni spontaneamente, anche perché non ha ancora commesso alcun grave reato. I medici potranno certamente aiutarlo a superare questo momento delicato".