17 feb 2022

Venti milioni per salvare un borgo. La lotteria sui soldi Ue si trasforma in rissa

Bando con i fondi del Pnrr: ogni Regione deve scegliere un solo progetto. Esclusi furibondi, il caso in Parlamento

antonio del prete
Cronaca
Sopra: l’ultimo abitante di Roscigno vecchia, Giuseppe "Garibaldi" Spagnuolo In alto a destra: la deputata campana del Movimento 5 stelle, Anna Bilotti
L’ultimo abitante di Roscigno vecchia, Giuseppe "Garibaldi" Spagnuolo

"Tranne Spagnuolo Giuseppe, qui non c’è niente". Gli abitanti della zona chiamano Roscigno Vecchia "il paese fantasma", eppure di questi ruderi abbandonati al silenzio delle colline salernitane non c’è traccia nella lista della Regione Campania. Si tratta dell’elenco stilato per accedere al bando che il Ministero dei Beni culturali ha indetto per "il rilancio economico e sociale di borghi disabitati o caratterizzati da un avanzato processo di declino e abbandono". Una ricca, ricchissima, lotteria, finanziata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Montepremi di 420 milioni di euro da dividere in parti eguali tra le 21 regioni e province autonome, ciascuna delle quali deve selezionare un solo comune. A conti fatti, un piatto da 20 milioni di euro per i sindaci che firmano il progetto migliore. "Più di quello che si è visto in cento anni", commenta uno dei concorrenti, Alessandro Gattara, sindaco di Roccabianca, nel Parmense. Il collega di Roscigno, Pino Palmieri, minaccia di impugnare il bando. Ma non è l’unico scontento. L’Italia, si sa, è disseminata di piccoli gioielli nascosti. Inevitabili le esclusioni, che hanno scatenato polemiche e rivendicazioni in un tutti contro tutti la cui eco è rimbombata fino a Montecitorio. Per accaparrarsi il premio bisogna buttar giù un piano in grado, almeno sulla carta, di ripopolare il borgo e rilanciare l’occupazione. Il denaro servirà per far nascere scuole, alberghi diffusi, centri di ricerca e campus universitari, Rsa, residenze per famiglie con lavoratori in smart working. Questo prescrive il bando, il ministro Dario Franceschini ci crede: "Le nuove condizioni tecnologiche consentono di far diventare luoghi di lavoro realtà che fino a pochi anni fa non potevano attrarre né persone, né aziende". Come Roscigno Vecchia, che, tormentata dalle frane, iniziò a svuotarsi già nel 1902 in ottemperanza a due ordinanze del Genio civile. Il paese è migrato a ...

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