Lunedì 20 Maggio 2024

La bimba in ospedale da 417 giorni. Un regalo di Natale? Il trapianto di cuore

Attaccata a una macchina artificiale, è ricoverata al Sant’Orsola di Bologna. Il papà: "In reparto la mia piccola ha trovato una seconda famiglia"

La piccola paziente, 7 anni, mentre festeggia il Natale al Sant’Orsola di Bologna

La piccola paziente, 7 anni, mentre festeggia il Natale al Sant’Orsola di Bologna

Bologna, 24 dicembre 2022 - Trascorrere il Natale in ospedale per la seconda volta consecutiva: accade a una bambina di 7 anni in attesa di trapianto, attaccata a un cuore artificiale. La sua storia nella cardiochirurgia pediatrica dell’Irccs Sant’Orsola è iniziata a novembre del 2021 e da allora i giorni sono passati uno dopo l’altro, arrivando a toccare quota 417. Babbo Natale, carico di doni, ha fatto già una visita in reparto. E anche Elena, la chiameremo così, non è mancata al magico appuntamento e con il suo pigiamino rosso, intonato al periodo, si è ritrovata ad ammirare le ceste dei libri, dei giocattoli e degli album da colorare. È arrivata, come è normale per lei, attaccata con due cannule al macchinario posizionato su un carrelllino spinto da un adulto.

La piccola paziente ormai è a casa nel Policlinico, dove ha una camera per lei e per la mamma, anche se i genitori, residenti con la figlia in un’altra regione, sono ospitati in un alloggio messo a disposizione da un’associazione di volontariato. "Per noi è il secondo Natale qui – precisa il padre della bimba –. Nostra figlia vive in ospedale da così tanto tempo che ormai nel reparto c’è una seconda famiglia. Abbiamo avuto anche una casa e ci fa stare bene sapere che Elena vive la sua malattia nel modo più sereno possibile. Sono grato a chi lavora durante le feste. Per noi è fondamentale l’associazione Piccoli grandi cuori: senza la generosità e la presenza dei volontari, tutto sarebbe più difficile da affrontare".

Il professor Gaetano Gargiulo, direttore del Dipartimento cardio toraco vascolare, ricorda che "Elena è arrivata con una cardiomiopatia dilatativa, scoperta in seguito a un’influenza, ed è la paziente che è con noi da più tempo. Siamo riusciti a salvarle la vita impiantandole un Berlin heart, un cuore artificiale. Dopo i primi giorni in cui era impaurita, si è abituata alla nuova condizione, adesso è tranquilla e ha anche superato una complicazione cerebrale risolta con l’intervento immediato del neurochirurgo Mino Zucchelli dell’Irccs Isnb con una sede anche da noi". Guarda al futuro Chiara Gibertoni, direttrice del Policlinico: "Oltre che sulle terapie, il nostro impegno è quello di lavorare su strumenti sempre più agili e poco invasivi per la quotidianità. Così potremo garantire ai piccoli pazienti e alle loro famiglie di vivere anche fuori dall’ospedale, ma nelle vicinanze, in strutture dedicate".