Baby gang e trapper . Bullismo, rapine e spaccio. Maxi retata in mezza Italia: quaranta giovani arrestati

Operazione della polizia in 14 province: 70 denunce, sequestrati soldi, armi e droga. I blitz sono scattati dopo indagini sul territorio e il monitoraggio dei social network.

Baby gang e trapper . Bullismo, rapine e spaccio. Maxi retata in mezza Italia: quaranta giovani arrestati

Baby gang e trapper . Bullismo, rapine e spaccio. Maxi retata in mezza Italia: quaranta giovani arrestati

Una via di mezzo fra "I guerrieri della notte" e "Baby gang", il primo un film iconico (1979) ambientato nella New York divisa fra veri e propri eserciti di giovani e meno alla conquista della città ma visti talvolta con occhio romantico; la seconda una pellicola trash del 2019 ambientata a Roma e ispirata alla turpe storia delle baby squillo dei Parioli. La retata che la notte scorsa ha fatto arrestare 41 persone, un quarto minorenni, in quattordici province dal Nord al Sud (Arezzo, Bari, Catania, Genova, Milano, Modena, Napoli, Palermo, Padova, Pescara, Reggio Emilia, Rovigo, Salerno e Verona) ha però poco di cinematografico e molto di degradante: città in mano a bande giovanili che fanno la voce grossa in molteplici ambiti criminali, dalla droga alle rapine, dal bullismo ai ricatti per poche lire. Oltre alle persone finite in carcere, a disposizione della magistratura che continua a indagare, ce ne sono una settantina denunciate, un terzo di queste sotto i 18 anni. Sono state sequestrate pistole (anche giocattolo), un finto kalashnikov, armi da taglio e tirapugni nonché centinaia di dosi di droga e diverse somme di denaro per un totale di circa 10mila euro: nella maggior parte dei casi il contante proviene dall’attività legata al mercato degli stupefacenti. È stata poi recuperata refurtiva fra cui diversi monopattini elettrici, che sembra siano molto richiesti al mercato nero, e biciclette. L’operazione scattata in simultanea nelle quattrodici province – alla quale hanno preso parte cinquecento agenti – è partita non solo da indagini sul territorio, ma anche da una attenta lettura dei social che spesso mettono in contatto spacciatore e cliente attraverso un linguaggio "cifrato" che gli investigatori si sono impegnati a decifrare. L’ambiente messo a soqquadro è soprattutto quello legato alla movida e alle piazze di aggregazione giovanile e quartieri difficili di grandi città: i Navigli a Milano, Mergellina a Napoli, Ballarò a Palermo; ma perfino davanti alle scuole superiori fiorisce lo spaccio. Nel capoluogo lombardo è stato fermato anche un sedicente artista della scena trap, ma che non risulta famoso a livello nazionale: spesso la musica viene usata come "arma" di guerra tra le varie fazioni. Il blitz della notte scorsa è servito anche a scoprire altri reati di cui si sarebbero macchiate le varie gang giovanili. A Salerno c’è stata una denuncia per tentato omicidio: un giovane aveva con sé una pistola manomessa. Tanti gli episodi di violenza e le risse che sono state sedate, soprattutto a Napoli e Verona, dove nelle strade è in corso una faida con aggressioni, rapine ed episodi di bullismo.

Il fenomeno delle bande giovanili è in crescita e si spera possano servire a qualcosa le misure di inasprimento delle pene dell’ultimo decreto sicurezza varato dal governo. Secondo un studio dell’Università cattolica del Sacro Cuore, agiscono quattro tipi di baby gang alle quali aderiscono sia italiani sia stranieri. C’è quella che non ha un ordine costituito e si dedica ad atti violenti estemporanei soprattutto nel Centro Nord; nel Sud sono presenti quelle che si ispirano alla criminalità organizzata; altre hanno come modello le gang sudamericane; e infine ci sono quelle con una struttura ben definita dedite soprattutto alle rapine. La composizione è principalmente maschile, ma anche le ragazze ne hanno costituite di proprie. Un fenomeno a cui la Crusca ha dato un nome: maranza, cioè "gruppi di giovani che condividono e ostentano atteggiamenti da strada, particolari gusti musicali, capi d’abbigliamento e accessori appariscenti e un linguaggio spesso volgare".