Vaccini, il sondaggio Noto
Vaccini, il sondaggio Noto
Il giudizio su come si sta procedendo da un punto di vista organizzativo per favorire la vaccinazione di massa è molto positivo per più del 70% dei cittadini. Però se si chiede un’opinione sul modo in cui si sta gestendo l’informazione nei confronti della popolazione, le percentuali diminuiscono in maniera netta e solo il 25% si dichiara soddisfatta. Dopo il caso di Camilla Canepa, la ragazza morta per trombosi dopo aver assunto AstraZeneca e per cui si sta verificando il nesso tra il vaccino e la causa di morte, il governo ha fatto un ennesimo passo indietro contraddicendo le indicazioni che aveva già dato precedentemente:...

Il giudizio su come si sta procedendo da un punto di vista organizzativo per favorire la vaccinazione di massa è molto positivo per più del 70% dei cittadini. Però se si chiede un’opinione sul modo in cui si sta gestendo l’informazione nei confronti della popolazione, le percentuali diminuiscono in maniera netta e solo il 25% si dichiara soddisfatta. Dopo il caso di Camilla Canepa, la ragazza morta per trombosi dopo aver assunto AstraZeneca e per cui si sta verificando il nesso tra il vaccino e la causa di morte, il governo ha fatto un ennesimo passo indietro contraddicendo le indicazioni che aveva già dato precedentemente: AstraZeneca adesso può essere inoculato solo agli over 60.

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Insomma un cambio di rotta che ha disorientato gli italiani facendo rinascere il timore, che sembrava assopito nell’ultimo mese, che il mondo scientifico non conosca realmente rischi e benefici del vaccino per ogni profilo demografico della popolazione. Si è passati da un giorno all’altro dal messaggio che il vaccino è sicuro per tutti, anche per i più giovani, che in particolare AstraZeneca non presenti rischi maggiori rispetto alle altre fiale presenti nel mercato, all’indicazione da parte del governo alle Regioni di non somministrare AstraZeneca agli under 60.

Bisogna anche tener presente che le preoccupazioni su AstraZeneca non sono scaturite solo dopo il caso della povera ragazza morta in Liguria ma addirittura ad inizio della campagna vaccinale quando molte nazioni, tra le quali anche l’Italia, sospesero per alcuni giorni le vaccinazioni in attesa di riscontri sui rischi. Un dato importante e che deve fare riflettere è che per il 61% si sarebbe dovuto, se non vietare, almeno limitare solo ai più anziani AstraZeneca sin da subito, in quanto i rischi sono stati già evidenti dall’inizio.

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Un ulteriore risultato che scaturisce dall’analisi effettuata da Noto Sondaggi è che tra coloro che si sono già vaccinati, almeno uno su quattro ha messo in atto strategie – anche senza riuscirci – per evitare di ricevere la fiala di AstraZeneca. Ritornando sul valore della comunicazione, il 68% non ha compreso la differenza che c’è tra i vari vaccini, la qual cosa rende la percezione generale ancora più negativa.

Un’indicazione che arriva dai cittadini e che avrebbe influito positivamente nella percezione di sicurezza è che per il 58% sarebbe stato corretto effettuare analisi diagnostiche preventive prima di procedere con il vaccino, in modo tale da diminuire i rischi di intolleranza o effetti collaterali gravi. Tra l’altro più della metà della popolazione (56%) mette sotto accusa i medici di base che in questo periodo non hanno saputo informare bene i propri pazienti circa la vaccinazione, insomma è come se non ci fosse stata una preparazione adatta ad affrontare il vaccino.

Infine un’ultima sollecitazione per il Governo: il 61% ritiene che così come c’è il commissario all’emergenza per gestire questa fase pandemica, ci dovrebbe essere anche il ruolo del commissario alla comunicazione in modo tale da potenziare il flusso di informazione con la popolazione.

* Direttore di Noto Sondaggi