Mercoledì 19 Giugno 2024

Atenei, bandi con Israele. Da Firenze a Napoli si allarga la protesta

A UniFi raccolte 200 firme per chiedere lo stop

Atenei, bandi con Israele. Da Firenze a Napoli si allarga la protesta

Atenei, bandi con Israele. Da Firenze a Napoli si allarga la protesta

FIRENZE

Si muove anche l’Università di Firenze, dove oltre 200 professori e dipendenti dell’ateneo chiedono lo stop del bando tra Italia e Israele. Nel loro appello, i firmatari chiedono alla rettrice Alessandra Petrucci e ai membri del senato accademico e del cda dell’ateneo fiorentino di seguire l’esempio di Torino: "Vogliamo dare un segnale forte contro le politiche di Israele", dicono. I docenti vogliono che anche UniFi "prenda una posizione chiara in merito alla partecipazione al bando pubblicato dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale in attuazione dell’accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica tra Italia e Israele".

Intanto, ieri la Rete Studentesca di Napoli ha occupato il rettorato della Federico II per dire "basta agli accordi con Israele", come già accaduto a Roma e a Bologna soltanto poche settimane fa. "La protesta di oggi non è simbolica: non andremo via da qui fino a quando non soltanto il rettore non ci avrà ricevuti ma fino a quando gli accordi che riguardano la Federico II e le ambasciate italiane a Tel Aviv, gli atenei israeliani e le autorità sioniste non saranno rescissi del tutto" dice la Rete Studentesca per la Palestina di Napoli.

"Il boicottaggio delle università israeliane è la cosa più assurda che abbiamo sentito pretendere, chiedere, purtroppo accordare in queste settimane: è esattamente quello che non favorisce dialogo, pace, sapere e approfondimento, che sia verso le università israeliane, i singoli docenti, o anche soggetti di religione ebraica" ha detto nel pomeriggio di ieri Noemi Di Segni, presidente dell’Ucei, intervenendo a un incontro proprio a Firenze.

La lettera dall’Ateneo fiorentino si inserisce all’interno della protesta nazionale che, ricordano i firmatari, "ha raccolto la sottoscrizione di quasi 2mila accademici italiani e richiamato le istituzioni italiane al proprio obbligo di prevenire e di non essere complici in atti di genocidio, secondo la convenzione Onu del 1948".

I professori chiedono al ministero la "sospensione del bando" per "non abdicare ai fondamentali valori di umanità e solidarietà di fronte ad una strage ripugnante che si sta svolgendo, giorno dopo giorno, sotto i nostri occhi".

Elettra Gullè