Assalto ai pronto soccorso. Infermiera presa a pugni. L’ira del sindacato:: "Basta, serve l’Esercito"

Sale di attesa intasate negli ospedali per l’impennata dei casi di influenza e Covid. La donna aggredita a Napoli per aver chiesto di uscire ai familiari di un paziente. Le associazioni di categoria si appellano al governo: "Tutelare chi è in prima linea".

Assalto ai pronto soccorso. Infermiera presa a pugni. L’ira del sindacato:: "Basta, serve l’Esercito"
Assalto ai pronto soccorso. Infermiera presa a pugni. L’ira del sindacato:: "Basta, serve l’Esercito"

"Subito l’esercito negli ospedali". Le immagini dell’infermiera di Castellammare di Stabia colpita al volto e con un dente scheggiato – dopo il pugno in faccia preso sul luogo di lavoro – segnano un punto di non ritorno nell’assalto ai pronto soccorso di tutta Italia. L’imperioso ritorno delle sindromi influenzali con oltre un milione di casi nell’ultima settimana del 2023, abbinato alla contemporanea persistenza del Covid seppur attenuato nelle ultime rilevazioni dei contagi (-5,5%) e con indice di trasmissibilità di 0,75 tuttora sotto soglia epidemica, determina un’emergenza che non è solo sanitaria. "Chiediamo alla premier Meloni l’intervento immediato delll’Esercito, con presenza dei militari nei nostri ospedali. Non c’è altra soluzione per difendere l’incolumità dei nostri professionisti", scrive Antonio De Palma, presidente del sindacato degli infermieri Nursing Up. Infermieri e infermiere, ancor più dei medici, sono la vera prima linea dei reparti sotto assedio e i primi a fare i conti contro questa "escalation di violenze brutali".

L’agguato subìto da Anna Procida, giovane infermiera del San Leonardo di Castellammare, racconta alla perfezione la follia di queste ore convulse, lo stress professionale scattato nei giorni di Natale e che dovrebbe proseguire – senza particolari flessioni – almeno per un’altra settimana. L’unica colpa dell’infermiera? "Invitare i parenti dei pazienti, letteralmente esagitati, a calmarsi e abbandonare gli spazi del Pronto soccorso per consentire la presenza del solo personale sanitario", spiega De Palma. Risultato: "Strattonata, poi presa per i capelli e colpita da un forte pugno in pieno volto". "Siamo davvero stanchi", prosegue il rappresentante sindacale –. Siamo diventati, agli occhi dei cittadini, i responsabili della disorganizzazione e dei ritardi, il capro espiatorio contro cui sfogare ansie e paure". E i tanti episodi di violenza sono il frutto avvelenato "di una rabbia che cresce ogni giorno" e che difficilmente diminuirà, nonostante i richiami delle autorità sanitarie a privilegiare le cure domiciliari e a non intasare i pronto soccorso se non nei casi di stretta necessità.

L’Istituto superiore di sanità segnala dati esplosivi, un’incidenza delle sindromi simil-influenzali mai raggiunta in 15 anni: a fine 2023 17,5 casi per mille assistiti, in linea con i 17,7 della settimana precedente (aggiornati in seguito a ritardi di notifica). Totale dei contagi da inizio novembre: quasi 7 milioni (6.7 milioni il numero esatto). "L’incidenza si mantiene alta, spinta dai diversi virus circolanti in questo periodo", commenta Anna Teresa Palamara (Iss). Secondo la direttrice del dipartimento Malattie infettive, "l’analisi dei campioni positivi mostra che i virus influenzali sono ormai prevalenti, anche se rimane una quota rilevante di Sars-CoV-2 e di virus respiratorio sinciziale che provoca bronchioliti soprattutto nei più piccoli". Dall’ultimo bollettino emerge che l’incidenza delle sindromi influenzali è in lieve crescita solo nei bambini al di sotto dei cinque anni, in cui è pari a 48,7 casi per mille assistiti (47,5 nella settimana precedente), mentre risulta stabile tra gli adulti e anziani. Sono in aumento i decessi Covid (371), ma secondo Francesco Vaia, direttore generale Prevenzione sanitaria del ministro della Salute, il numero delle vittime tra il 28 dicembre e il 3 gennaio non va enfatizzato perché include anche "dati precedenti non notificati da alcune Regioni" a causa del periodo di festività. I soggetti fragili vanno naturalmente mantenuti sotto stretta osservazione. Oggi e domani la Regione Lazio programma Open day per la vaccinazione anti-Covid. Intanto, in Olanda, dopo due mesi di sperimentazione, il livello di protezione del vaccino aggiornato alla sottovariante Omicron ’Kraken’ XBB.1.5 sta mostrando un’efficacia del 70,7% contro il ricovero e del 73,3% rispetto al rischio di terapia intensiva.

È però l’influenza, oggi, a tenere saldamente il centro della scena epidemica. Secondo l’ultimo rapporto Iss, sebbene sia impossibile prevedere esattamente quale sarà la settimana di picco nel 2024, appare ipotizzabile una circolazione ancora sostenuta. E la riapertura delle scuole – dopodomani – potrebbe generare ulteriori exploit.