Svolta nel delitto di Anica Panfile uccisa a Treviso, arrestato l’ex datore di lavoro Franco Battaggia

Il cadavere della domestica 31enne era stato ritrovato nel fiume Piave a Spresiano lo scorso maggio. I carabinieri hanno fermato il commerciante, già pezzo grosso della criminalità locale legato anche alla Mala del Brenta

Anica Panfile aveva 31 anni
Anica Panfile aveva 31 anni

Treviso, 16 gennaio 2024 – Svolta nel delitto della 31enne Anica Panfile, trovata cadavere nel fiume Piave a Spresiano (Treviso) nel maggio scorso. I carabinieri di Treviso, su provvedimento della Procura, hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto nei confronti di Franco Battaggia, un commerciante di pesce, ex datore di lavoro della donna. Battaggia, già pezzo grosso della criminalità trevigiana, legato anche alla Mala del Brenta, è accusato di omicidio e tentata soppressione di cadavere aggravata. L'uomo era indagato dal giugno scorso nell'inchiesta sull'assassinio della donna di origini romene, madre di quattro figli.

Battaggia, noto alle cronache criminali venete per fatti di sangue risalenti al periodo fra gli anni '80 e '90, e fino ad oggi indagato a piede libero per il delitto di Panfile, aveva già ammesso di aver incontrato la donna il giorno in cui si erano poi perse le sue tracce. Ai carabinieri aveva raccontato di averla accompagnata nella propria abitazione di Arcade (Treviso), dove avrebbe dovuto consegnarle un documento fiscale per prestazioni lavorative svolte da Anica nei mesi precedenti. Successivamente, di averle dato un passaggio in auto per portarla a un secondo appuntamento con una persona, di cui Battaggia non ha saputo fornire elementi.

L'indagato aveva anche riferito di aver prestato alla ex domestica 5 mila euro, dopo che lei le aveva prospettato difficoltà economiche. Le indagini condotte dai carabinieri del Ris nella casa dell'uomo avrebbero però restituito tracce biologiche riferibili a Panfile, con segni di tentativi di cancellazione delle stesse. Gli investigatori non avrebbero inoltre trovato riscontri relativi alla documentazione che Battaggia avrebbe consegnato alla donna (un Cud per la denuncia dei redditi), così come non sono stati trovati il telefono della vittima e tracce del trasferimento di denaro al quale Battaggia aveva fatto riferimento. L’autopsia avrebbe accertato un'assunzione di cocaina, da parte della donna, prima del decesso, provocato da traumi alla nuca inferti probabilmente a mani nude, seguiti dal soffocamento.