Haven, il relitto maledetto. Andrea Bada: “Ecco perché attira tanti sub. Ma nelle immersioni il rischio c’è sempre”

Abbiamo chiesto all’esploratore di raccontarci la petroliera affondata al largo delle coste liguri. Il cacciatore di relitti anni fa è scampato a un’embolia polmonare spinale

Andrea Bada, 46 anni, sub e cacciatore di relitti

Andrea Bada, 46 anni, sub e cacciatore di relitti

Genova, 3 dicembre 2023 – Andrea Bada, 46 anni, torinese trapiantato a Genova, è un cacciatore di relitti e ha fatto migliaia di immersioni, anche sulla petroliera Haven ad Arenzano (Genova) dove questa mattina è morto Giovanni Sclavi, sub di 43 anni. L’ultimo di una serie di vittime, 7 dal 2015. Gli abbiamo chiesto di spiegarci quali sono le attrattive di questo relitto.

Bada, a che profondità si trova la Haven?

"Nell’esplorazione di questo relitto si scende fino a 80 metri, partendo da 33”.

Perché la petroliera attira tanti sub?

“Il relitto è il più grande visitabile nel Mediterraneo, e la profondità è accessibile. Ormai è diventato un paradiso dei pesci, la natura ha fatto il suo corso e si è ripresa i suoi spazi. E direi che questa è sicuramente una delle principali attrattive”.

Però dal 2015 si contano 7 morti. Sembra davvero una maledizione.

"Nelle immersioni gli incidenti capitano, il rischio non si può azzerare. Le indagini chiariranno che cosa è successo, se il sub abbia avuto un malore. Ricordo che sul relitto sono state installate cime di discesa e di risalita”.

Anni fa lei ha avuto un ‘incidente’ molto serio, ha rischiato di morire.

"Un’embolia polmonare spinale con blocco del flusso sanguigno ai polmoni. Mi ha colpito mentre stavo risalendo. Sono riuscito a salvarmi, sicuramente la calma è stata fondamentale".

Il crollo della temperatura di questi giorni è un rischio in più per i sub?

"No perché nel nostro mare non si scende mai sotto i 13 gradi. E poi abbiamo un’attrezzatura che ci protegge”.

Clicca qui se vuoi iscriverti al canale WhatsApp di Qn